31/12/2008

"What is important is Your Soul, not your Brain when you sing" - Happy 2009 to everyone

Sì, lo so, oggi ho già postato. Ma finire il 2008, un anno così importante, con 49 post mi dispiaceva. Questo blog concluderà il 2008 con 50 post, come 50 sono gli anni di carriera che quest'anno Josep ha celebrato. Mi sembrava giusto evadere un pò dall'attività giornaliera di concerto dopo concerto, per parlare un pò di tematiche più generali: l'intento di questo blog non è tanto rendere onore all'artista che "è" quanto all'artista che è sempre stato, ed è per questo motivo che ho deciso di affrontare quest'argomento, ovvero la filosofia di un artista che vanta un passato d'oro alle sue spalle.


Il mondo dell’Opera, per quante volte sia stato etichettato come “elitario” colleziona moltissimi affezionati tra esperti, critici, o semplici amatori. Categorie diverse attirate dallo stesso mondo… ad alcuni potrebbe sembrare strano. È probabile che il mondo sia comune, ma diverse sono forse le cose cui si presta attenzione, quelle che trascinano gli uni e gli altri. Saranno l’erudizione e l’esperienza, alcune delle caratteristiche che contraddistinguono i critici e che permettono loro di svolgere questa professione. Ma mi chiedo se sia giusto connotare i “puristi” come estimatori prevalentemente dell’aspetto tecnico, della perfezione musicale, del prestigio della nota alta, o di quella grave. Ricordo di aver letto un aneddoto riguardante l’opera verdiana “Il Trovatore”, che raccontava che molti presenziavano alla recita solamente per la stretta in “Di Quella Pira”, stretta che non sempre c’era e che a questo punto la soluzione sarebbe stata annunciare la presenza o meno di questa nelle locandine.
Forse anche loro prima arrivare a definirsi “puristi”, prima di aver affrontato studi approfonditi, avranno avviato il cammino della conoscenza di questo mondo come semplici ascoltatori, avranno cominciato con il semplice “Mi piace/non mi piace”, così, a pelle, senza strumenti di analisi.
E ancora mi chiedo… cosa spinge loro a voler diventare “intenditori”, a inoltrarsi nell’analisi di questo mondo? Si tratta sempre di aspetti di carattere oggettivo, di una percezione della musica quale scienza esatta? E ancora di più, oltre all’intuizione e al talento donati da Dio, che cosa spinge qualcuno a desiderare di voler diventare un cantante d’opera? Che cosa ne pensa un cantante d’opera del binomio “tecnica/interpretazione”? Troppe domande, vero? Ma è impossibile trovare UNA risposta, perché questo mondo e le sue attrattive non sono una scienza esatta.
Io non so tutte le risposte, ci sono diversi approcci e filosofie. Io ho un’idea piuttosto precisa di una di queste, di una che condivido e che mi ha conquistato. Erano le parole che inconsciamente desideravo sentirmi dire, è il modo di usare la voce che voglio da un cantante, è Josep Carreras.
Quando ancora stavo raccogliendo informazioni su di lui per un articolo, le sue parole, quelle parole si sono insinuate come indelebili nel mio cuore: “What is important is your soul, not your brain when you sing”.
Sono le parole d’apertura di una delle migliori interviste che io abbia mai ascoltato o letto, e intendo proporvela. Fate bene attenzione a quello che dice.





Tutto prende vita dal cuore, la musica nasce lì, e viene elaborata dalla mente ed espressa con lo strumento della voce. Il canto è comunicazione e l’obiettivo è comunicare esattamente le stesse emozioni che alcuni delle grandi voci del passato, come quella del grande Giuseppe Di Stefano o di Mario Lanza, sono riusciti a infondere a lui, e a moltissimi altri.
Cantare è quasi fare l’amore con le parole, è infondere insieme alla musica un significato, e guarnirlo con veri sentimenti. La musica è sentimento, ma anche rigore, disciplina, in quanto è fondamentale rispettare il genio dei compositori. Con questo la perfezione tecnica risulta imperfetta se presa singolarmente.

Ecco l’estratto di un’altra intervista che chiarifica la questione in modo esauriente.

What does music mean to you?
--It's first and foremost my profession, which is in itself important to me. But above all it is the only channel through which I can express some of my deeper emotions. Although I'm someone who tends to keep himself to himself, when I sing I discover private feelings within me which I try to communicate to the audience.
Singing is all about communicating.
That's why technique is important. The better your technique, the more likely you are to be able to communicate. But that's not enough. A singer must also be able, through technique, to inject life and substance into music, to give it a soul. Technique and a fine voice can never suffice on their own.
That's why I think the "perfection" of a recording, obtained after a lot of technical tinkering, can never surpass a live performance, for all its inevitable
imperfections. As I've often said, when you're a tenor you must start singing in the heart, move up to the head, then let it out through the voice. Your heart, which wants to express a number of emotions, is the point of departure. But it wouldn't serve much purpose unless your head took charge and warned you not to overdo it or, on the contrary, to let rip a bit more. It is by that subtly circuitous route that the voice, working hand in hand with technique, can genuinely express the emotions of the heart while at the same time obeying the instructions of the mind.


Josep nella sua voce nasconde questi principi, ed è anche per questo che con il cuore ho scelto lui.

Spero con tutto il cuore che quest'anno nuovo porti tanta serenità a tutti quanti voi che mi leggete, e anche a loro che si interessano d'altro.

Il mio più affettuoso augurio in particolare a tutti coloro che ho conosciuto qui negli ultimi mesi.


Al gruppo dei barcellonesi

Teresa, Maria Teresa, Tosca, Carlos & Joaquim
...che non hanno mai perso occasione di incoraggiarmi ed assistermi in questa attività con la più grande disponibilità.
AMB TOT EL MEU COR, BON ANY NOU


A Christina (Luise)

FROHES NEUES JAHR (hope it's correct)


A Cristina (Krizia)

DI CUORE, TANTI AUGURI DI BUON ANNO


To all of you

BEST WISHES FOR A BLESSED NEW YEAR


A Josep

Qué el 2009 siga llevandole mucha FELICIDAD, AMOR Y SALUD!


Ludovica

Josep Carreras in Estrellas españolas de la Opera by Las Villazonistas


Un enorme Grazie a Las Villazonistas del Liceu, in particolar modo a Teresa, per aver dedicato ancora una volta al mio, ma anche al loro "tenore di casa", Josep Carreras, nel blog di Rolando. (Click here to read and watch videos)
Hanno proposto un documentario estremamente interessante degli anni Settanta, presentato da Fernando Rey che illustra in maniera esauriente lo straordinario artista quale era e continua ad essere Josep.
E' emozionante, almeno per me, vederlo passeggiare per Barcellona, per Les Rambles, per il Parc Guell, raccontando sè stesso come "Barcelonì", la sua concezione del canto, che cosa bisogna fare per trasmettere emozioni attraverso il canto, quanto sia necessario conoscere a fondo i propri sentimenti per poterli trasmettere agli altri, menzionando l'intreccio indissolubile della musica e del testo, volto ad esprimere sempre e comunque un particolare stato d'animo.
Tra le arie proposte possiamo ammirare "Una Furtiva Lagrima" dall'Elisir d'Amore, cantata splendidamente. Un esempio perfetto di Nemorino.
Da Barcellona a Napoli, un'altra gemma del Mediterraneo che Josep descrive in modo accurato e ineccepibile con la sua gente estroversa ed espressiva, e il maesoso Teatro San Carlo. Guardatevi bene quella versione di "E Lucean le Stelle", vi confesso che si tratta della mia preferita: quell'espressione sofferente, disperata dipinta nei suoi occhi, sul suo volto, nella sua voce... il tutto accompagnato da quei folti capelli e la camicia bianca, il cui candore è violentato dal sangue che la sporca...(sì, scusate, la smetto) mi tolgono il respiro.
Da Napoli al Nord Italia, Milano... non c'è niente di meglio di una visita alla tompa del Maestro Verdi alla vigilia dell'Inaugurazione della Stagione del bicentenario de La Scala per infondersi un pò di coraggio prima di interpretare un grande personaggio verdiano, totalmente spagnolo, il Don Carlos, un personaggio che coniuga insieme il canto e la recitazione. Sì, era la Stagione lirica scaligera 1977/78.
Le parole di Herbert von Karajan, un compositore dalla facciata austera, che incute un pò di timore, che mette soggezione, che adornano Carreras di elogi e complimenti, arrivando addirittura a definire la sua voce come "la vera voce del Belcanto italiano". Sembra strano vero? Sentire certe parole da Karajan non capita tutti i giorni, specialmente non le spende per un cantante qualsiasi.
La Forza del destino, di seguito, con una delle arie migliori, del terzo atto, dove ancora una volta Josep interpreta straordinariamente un uomo condannato all'infelicità, che è vittima della beffa del destino, che chiede pietà con il cuore in mano.
San Francisco, città straordinaria: anche qui lo vediamo passeggiare e lasciarsi intrattenere dalle sorprese che lo allietano per la strada, per poi tuffarsi appieno nel Ballo in Maschera, quasi venti minuti da "Forse la Soglia Attinse", "Ma se m'è forza perderti" fino alla fine. Si tratta del personaggio verdiano prediletto dal nostro tenore, un uomo saggio, che rinuncia non senza sofferenza alla donna amata, consapevole di ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, di ciò che e bene e ciò che non lo è. Un uomo che muore perdonando il suo assassino e manifestando per l'ultima volta l'amore che lo lega ai "suoi figli".
Vi invito ad entrare nel blog de Las Villazonistas e dedicarvi completamente non appena avete un ritaglio di tempo a questa meraviglia, un documentario che spoglia Carreras dei vestiti di scena per indagare nella sua anima di artista e uomo.
Moltes Gracies Teresa!!!

29/12/2008

Nadal al Palau (II)

Ringrazio Teresa per quest'articolo de La Vanguardia, che ci racconta il concerto di Natale al Palau de la Musica Catalana di Barcellona.
CRÍTICA DE LÍRICA
Una buena tradición
ROGER ALIER - 24/12/2008


Se está convirtiendo en una tradición que Josep Carreras nos dé un recital por estas fechas, combinando interpretaciones de distintos tipos e incluyendo las más entrañables canciones relacionadas con la Navidad. Este año, con el atractivo añadido de la soprano coreana Sumi Jo, que no se prodiga mucho en Barcelona, y que apareció en la primera parte vestida de regalo navideño y lució dos modelitos más en el curso del recital.

Lo primero que notamos con agrado fue que Carreras lucía un timbre vocal francamente hermoso, que empezó brillando en un aria de ópera, la famosa Ombra mai fu del Serse de Händel, autor del cual Sumi Jo empezó cantando también la célebre aria Rejoice, del Mesías. La soprano coreana nos dio también un brillante Exsultate, jubilate de Mozart, y unas variaciones mozartianas con el eficacísimo concurso de la primera flautista de la orquesta. El Orfeó Català cooperó en varios números, incluyendo la tradicional Adeste, fideles con el tenor y después abrió la segunda parte con canciones navideñas catalanas de las más nostrades (El noi de la mare, entre ellas).
Después, los solistas interpretaron canciones norteamericanas y Sumi Jo lució agilidades y coloratura en el vals Voces de primavera, de Johann Strauss II. La orquesta, bien nutrida en la sección de viento, y dirigida con precisión, elegancia y buen estilo por David Giménez Carreras, actuó en todo el recital y en un emotivo Vals del Emperador. Josep Carreras confirmó su buena forma cantando canciones navideñas de Estados Unidos con Sumi Jo y el coro, y después obsequió al entregado público añadiendo nada menos que cinco bises, incluyendo el aria de barítono de Cançó d´amor i de guerra (la romanza de l´Avi Castellet); el cuarto de los bises fue Santa Nit en catalán, alemán e inglés, con la soprano, y el tenor terminó la sesión con una vibrante Santa Espina.
Fue una sesión en la que hubo calidad, musicalidad y entrega, y el público que llenaba el Palau de la Música se fue a casa altamente satisfecho de todos los intérpretes.

Che dire? Sarebbe stato bello assistere a uno spettacolo tanto suggestivo e dai toni profondamente natalizi. Se il 2009 non mi offre occasioni 'a portata di mano', potrei pensarci seriamente a sfruttare questa occasione d'oro (argento e mirra).

24/12/2008

Nadal al Palau - Happy Christmas to everyone

El Periódico ci racconta el Concert de Nadal al Palau.
Cinque bis, la notte di lunedì 22 al Concert de Nadal del Palau: Josep, Sumi Jo, l'Orfeó Català e la Orquestra Simfònica del Vallès (OSV) diretta da David Giménez. Stesso schema dell'anno scorso, l'unico cambio riguarda la partner: l'edizione del 2008 ha voluto il soprano coreano Sumi Jo, che si è esibita con grande eleganza, cambiandosi tre volte d'abito. Il modello del recital rimane dunque intatto. L'alternanza dei cantanti, il protagonismo occasionale del coro e la inclusione di brani solo per orchestra sono le caratteristiche portanti del Christmas musical.
Il Palau era prevedibilmente al completo, per l'ennesima volta, e questo è dovuto al nome di Josep Carreras: il tenore si è esibito dopo l'esecuzione dell'intermezzo di Rosamunde di Schubert da parte dell'OSV, proponendo Händel, e subito dopo ha dato il cambio alla esotica Sumi Jo, soprano dotata di una voce di bella coloratura e bel timbro, che ha cantato un brano di El Mesías. Ha proseguito Carreras con Mercadante e Pergolesi per poi ripassare la palla alla partner con Allelujah di Mozart. La OSV e il soprano avevano raggiunto una grande intesa, nonostante a tratti l'orchestra sovrastasse un pò la cantante. Ah, vous dirai-je Maman, di Mozart ha dimostrato qual'era la vera Jo e un già grandioso Carreras ha in seguito offerto il canto tradizionale Adeste Fideles. L'Orfeó, che già aveva cantato con la OSV l'Ave Verum Corpus di Mozart, que ya había cantado junto a la OSV Ave verum de Mozart, ha avuto il suo momento di gloria con quattro brani popolari. Non è mancato l'emotivo Romanç de santa Llúcia di Toldrà e una stupenda versione, entrambe cantate da Carreras ¡Ay!, para Navidad.

Brilla la voce del soprano con la Canción de Laura e soprattutto con Voce di Primavera di Strauss. Nel mentre la OSV raggiunge gran splendore con Vals del Imperador. I duetti con Carol of the Drum (El pequeño tamborilero) e Winter Wonderland (Invierno en el país de las maravillas) diedero gran vigore al climax natalizio. Tra i bis non sono mancati White Christmas e Stille Nacht e un finale da apoteosi di Carreras La Santa Espina.
La Vanguardia ci mostra qualche spezzone del concerto dell'anno scorso.


Detto questo colgo l'occasione per augurare a tutti voi di cuore un Natale pieno di gioia e serenità.


I wish you all, with all my heart, a joyful and peaceful Christmas.

Y a Usted, Maestro y a toda su familia... les deseo con todo mi corazón, una maravillosa Navidad llena de felicidad, sonrisas, amor y... bueno, dirìa también algo de descanso.



JOSEP CARRERAS & PLACIDO DOMINGO - ADESTE FIDELES

THE THREE TENORS - SILENT NIGHT

22/12/2008

Giacomo Puccini (1858 - 2008): trama in musica

Oggi, 22 Dicembre... sì, c'è il concerto di Natale di Josep al Palau de la Musica Catalana a Barcellona, già lo sapete. Ma non era quello di cui avevo intenzione di parlarvi.

Oggi ricorre il centocinquantesimo anniversario della nascita del grande compositore di Lucca, Giacomo Puccini. Do per scontato che chiunque visiti questo blog sappia di chi stiamo parlando e a quanto splendore stiamo facendo riferimento.

Vi invito a leggere questo intervento che Alfredo ha scritto nel suo blog, per rendere omaggio a questo genio italiano. Anche Las Villazonistas hanno reso omaggio citando questo intervento e dedicando due arie al maestro cantate ovviamente da Rolando.

Mi limito a citare chi ne sa più di me, perché a dire il vero, io di Puccini non so granché oltre al fatto che è l'autore di grandi capolavori, come La Bohème, Tosca, Manon Lescaut, Madame Butterfly, Turandot... e so che cosa sento io quando ascolto la Bohème, che forse finisce per essere la mia opera preferita, proprio per un aspetto di carattere emotivo, oppure Tosca, il cui finale mi concede ogni volta un certo shock, da cui impiego sempre un pò a riprendermi. La verità è che era sovrano dell'arte di rendere la trama anche solo con la musica. E' geniale come riesca a raccontarti l'opera solo con gli elementi dell'orchestra. Con questo non intendo dire che il libretto e i cantanti siano superflui, anzi! rendono il tutto ancora più meraviglioso, emozionante, incredibile.

Puccini riesce a stregarti, ogni volta. E per questo lo ammirerò sempre.

Nella colonna di destra potete ascoltare sia Tosca sia La Bohème, intanto vi proporrò qualche momento indelebile della storia del melodramma, in cui il genio vive attraverso la voce di Josep Carreras.

TOSCA - E LUCEAN LE STELLE




LA BOHÈME - O SOAVE FANCIULLA



19/12/2008

José Carreras Gala 2008: 5.600.000 €

Clicca qui per leggere nel dettaglio. English translation.



Per la quattordicesima edizione del José Carreras Gala, in sole tre ore di trasmissione televisiva, la Germania ha donato 5.600.000 per la ricerca e lo studio sulla Leucemia, e per migliorare le terapie e la qualità di vita dei pazienti di ogni età. Più di 74 milioni di Euro sono stati raccolti dal 1995 con la prima edizione del Gala, investiti su 600 progetti di ricerca in tutta la Germania.


Stelle impegnate (english detailed description)

Nazionali e internazionali come Pietro Maffay, Daliah Lavi, André Rieu, Rosenstolz, Anne-Sophie Mutter, Sarah Connor, Judy Weiss, Helene Fischer, Josh Gorban, Michele Tiziano, Ralf "Ferrovia" Rudnik, i figli di Mannheim, Chris de Burgh, Tony Henry, l'ensemble del musical "Wicked - Le streghe di Oz", la televisione tedesca del balletto e la MDR Babelsberg film.
Hanno dato il loro meglio per garantire grande qualità a questo Gala, primo in Germania per quanto riguarda le trasmissioni televisive di beneficenza, rinunciando inoltre ai loro cachet.

This is one of the youtube video uploaded. You can find others , just click here.

C'è la possibilità di vedere tutta la trasmissione. Click here to watch the whole broadcasting.


Qui un'intervista di Josep Carreras (english translation)
Altre immagini del Gala su Getty Images. Click here to see other photographs.

16/12/2008

Video Gala @ Royal Albert Hall

Josep & Sara Baras: 'Andaluza' (Granados) @ Royal Albert Hall, 11.12.08

Josep singing 'Concierto de Aranjuez' (Rodrigo) with Sara Baras & Flamenco Ballet

Kiri Te Kanawa singing at José Carreras Gala @ Royal Albert Hall


Josep, Kiri Te Kanawa, Rolando Villazón, Johan Reuter 'Adeste Fideles' Christmas Carol (audio)

London Symphony Chorus & London Sinfonia, José Carreras gala concert at Royal Albert Hall




Josep singing 'Sevillanas' with Sara Baras & Flamenco Ballet

12/12/2008

Royal Albert Hall: Flamenco and Great Voices

Grazie mille alla Villazonista Teresa per l'articolo. Vi rimando anche nel blog di Rolando, che ha riportato la notizia in pompa magna.

Come potete vedere dalle immagini Rolando Villazón ha ricambiato la visita di Josep alla ROH, contribuendo a rendere l'arte legittima sovrana della serata londinese di ieri sera.






Un trionfo di passione alla Royal Albert Hall di Londra, ieri sera, mediante l'intreccio delle grandi voci e il flamenco della bailaora Sara Baras. Il pubblico si è lasciato conquistare da questi due artisti che hanno dimostrato come i puristi della lirica e del flamenco possano darsi la mano per ricreare qualcosa di artisticamente meraviglioso. La bellezza dell'arte, sempre per una nobile causa, quella di raccogliere fondi per la ricerca contro la Leucemia: Carreras, come dichiara prima dell'inizio, si sentiva in debito con la scienza e con la società, in seguito alla sua totale guarigione da questa malattia.

Lo spettacolo prevede una prima parte con Carreras e la Baras que attraverso la straordinaria coniugazione della loro arte hanno interpretato la danza spagnola per pianoforte 'Andaluza' di Enrique Granados. Il pubblico vibrava al ritmo dei tacchi della bailaora, magnificamente vestita, ha fatto tremare con 'taca-taca-taca-taca', un terremoto di arte e sentimento premiato con "Bravoooo!" all'unanimità. Anche Carreras ha dispensato grandi emozioni con 'Lejana tierra mía', il tango popolare di Carlos Gardel, accompagnato al pianoforte da Lorenzo Bavaj. Una grande intesa tra il tenore, amatissimo dal pubblico inglese, e la bailaora, molto rispettata nel londinese Sadler's Wells, tempio della danza nel Regno Unito, culminò con una versione a duo del "Concierto de Aranjuez" di Joaquín Rodrigo.

Dopo l'intervallo, la lirica tornò in scena con la soprano neozelandese Kiri Te Kanava (con cui Carreras ha cantato nel disco del musical West Side Story di Leonard Bernstein, nel 1986), accompagnata dall'Orchestra Sinfonica della Città di Londra e il Coro Sinfonico di Londra diretti dal M° David Giménez.

Ricordando la loro collaborazione del 1986 la soprano e il maestro Carreras non poterono fare a meno di cantare la graditissima 'Tonight', un celeberrimo brano del musical, con la tenera nostalgia di due grandi che, ricordando il passato, cantano prendendosi per mano.

Uno dei momenti stellari del gala fu la scoperta dell'identità dell'invitato a sorpresa della serata, per citare Carreras 'quale migliore invitato a sorpresa di Rolando Villazón', il quale ha ricambiato gli elogi al 'maestro Carreras'.


Scoperto l'enigma il pubblico cadde nel silenzio, i tenori duettarono nell'interpretazione di 'Musica Proibita' di Stanislao Gastaldon, estremamente apprezzata dal pubblico gaudiente. Carreras, Kiri Te Kanawa, Villazón e il baritono danese Johan Reuter (altra delle stelle del Gala di beneficenza) approfittarono della imminenza delle festività natalizie per congedarsi con 'Adeste Fideles'.
Si è raccolto un milione di sterline (1.130.000 €) que verranno destinati alla Fundació Internacional José Carreras par a la Lluita Contra la Leucèmia e a Mencap, una organizzazione inglese di aiuto ai diversamente abili.

Certo, se l'avessimo saputo... LAS VILLAZONISTAS sarebbero rimaste a Londra e io le avrei raggiunte di corsa! Magari!
A loro, e a tutti gli intenditori... questo LAMENTO DI FEDERICO dall'Arlesiana. Performing... ROLANDO.

La Gala de José Carreras entre humanidad y generosidad

Articolo originale, grazie a Ellie per la divulgazione.
La grandezza d'animo di un uomo che abbraccia un bambino che soffre di Leucemia, la stessa Leucemia che ha vissuto lui ventun anni fa.
Slide down for the English translation.
Carreras anima a los alemanes a un mayor compromiso en la 'cruzada' contra la leucemia
El tenor español José Carreras instó hoy al público alemán a intensificar su compromiso en la 'cruzada' contra la leucemia con aportaciones económicas a través de la gala en beneficio de su fundación que la primera cadena de televisión pública alemana (ARD) emite anualmente desde hace catorce años.

La cita musical y solidaria, que se retransmitirá el próximo día 18 desde Leipzig (este de Alemania), se celebra a beneficio de la Fundación Alemana José Carreras contra la Leucemia, dedicada a la investigación sobre esa dolencia y que el año pasado recaudó 6,7 millones de euros (8,5 millones de dólares). Durante cerca de tres horas y media de espectáculo, subirán al escenario artistas como Sarah Connor, Peter Maffay, Söhne Mannheims, Anne-Sophie Mutter, Chris de Burg y el grupo Rosenstolz.'Una vez más estamos dispuestos a apelar a la extraordinaria generosidad y solidaridad de la audiencia alemana para conseguir que sigan creyendo en nosotros y apoyando nuestra cruzada', indicó el tenor en rueda de prensa en los estudios de ARD en Berlín.Calificó de 'sorpresa maravillosa' que tras catorce años de retransmisiones la Fundación Alemana José Carreras contra la Leucemia siga contando con el apoyo del público. Insistió en que el objetivo de la lucha contra esa enfermedad, que él mismo superó hace veinte años tras someterse a un trasplante de médula ósea en Estados Unidos, debe ser que la dolencia sea curable 'en todos los casos y en todas las situaciones'. Según Carreras, la labor de su fundación, con sede central en Barcelona, es 'un grano de arena' en el campo de la investigación sobre la leucemia pero destacó lo 'extraordinario' de los avances conseguidos en los últimos catorce años. 'Ése es nuestro camino: que se mejore la calidad de vida y los tratamientos que reciben los pacientes', apuntó. El director de programación de la cadena ARD, Udo Foht, sostuvo que la Gala José Carreras es el maratón televisivo 'más exitoso' de la historia de la televisión alemana e instó a la audiencia a donar 'con confianza'. El productor del espectáculo, Hans-Jürgen Kliebenstein, destacó que la solidaridad del público alemán ha 'crecido de forma continua' a lo largo de los años y expresó su deseo de que en esta edición se supere la cifra récord de recaudación obtenida el año pasado. En 2007, la Gala José Carreras atrajo a 4.000 asistentes y congregó durante sus tres horas y media a 4,3 millones de alemanes frente al televisor. En los trece años que se lleva celebrando la gala, la fundación del tenor ha conseguido reunir 74,2 millones de euros (94,4 millones de dólares).
Carreras, quien habitualmente comparte el escenario con alguno de los artistas invitados, admitió hoy que para el próximo día 18 le habían salido 'tantas novias' que querían cantar a dúo con él que optó 'por no escoger a ninguna, para que nadie se sintiera ofendido'.
Explicó que la división alemana de su fundación -que cuenta con delegaciones en Suiza y EEUU además de la matriz española- es la 'niña prodigio' de la organización, en cuanto a volumen de recursos y programas en los que participa gracias, sobre todo, a la 'generosidad y la solidaridad' de los alemanes.
Don't you understand Spanish? It doesn't matter, here is English translation.
Carreras encouraged the Germans to play a greater role in the 'crusade' against leukemia
The Spanish tenor José Carreras today urged the German public to intensify their commitment to the 'crusade' against leukemia with financial contributions through the gala to benefit his foundation as the first German public television network (ARD) issued annually since fourteen years.
The musical event and solidarity, which was broadcast the next day 18 from Leipzig (East Germany), is held to benefit from the German Foundation José Carreras against Leukemia, dedicated to research on this condition and that last year grossed 6 7 million euros (8.5 billion dollars). For nearly three and a half hours of entertainment, will go up on stage artists such as Sarah Connor, Peter Maffay, Söhne Mannheims, Anne-Sophie Mutter, Chris de Burg and the group Rosenstolz. 'Once again we are prepared to appeal to the extraordinary generosity and solidarity of the German audience to ensure that we continue to believe in and support our crusade, "the tenor said in a press conference in studies of ARD in Berlin. He described as' wonderful surprise 'that after fourteen years of broadcasting the German Foundation José Carreras against Leukemia continue with the support of the public. He insisted that the aim of combating the disease, which he overcame after twenty years ago to undergo a bone marrow transplant in the United States, should be that the ailment is curable in all cases and under all situations. " According to Carreras, the work of his foundation, headquartered in Barcelona, is' a grain of sand 'in the field of research on leukemia but stressed it' special 'for progress in the past fourteen years. 'That is our path: to improve the quality of life and the treatments patients receive, "he said. The director of programming for the channel ARD, Udo Foht, argued that the José Carreras Gala is the marathon television 'most successful' in the history of German television and urged the audience to donate 'with confidence'. The producer of the show, Hans-Jürgen Kliebenstein, stressed that the solidarity of the German public has "grown continuously 'up over the years and expressed his wish that this issue will exceed the record amount of revenue collected last year . In 2007, the José Carreras Gala attracted 4,000 attendees and gathered during his three and a half hours to 4.3 million Germans in front of the television. In the thirteen years that is carried by holding the gala, the foundation of the tenor has managed to gather 74.2 million euros (94.4 billion dollars). Carreras, who regularly shares the stage with one of the guest artists, admitted today that for the next 18 days he had left "many brides' who wanted to sing a duet with him who chose" not to choose any, so nobody would feel offended. " He explained that the German division of its foundation, which has offices in Switzerland and the U.S. in addition to the Spanish-matrix is the 'child prodigy' of the organization, in terms of volume of resources and programs implemented as part thanks above all the 'generosity and solidarity "of German people.

11/12/2008

Last Articles: JCGala & Viennese Christmas exhibition

Ultime notizie. Grazie a Ellie per la segnalazione.
Here's to you the original spanish article.


Leipzig will host the next Jose Carreras Gala to fight against leukemia.


Berlin, Dec 2 (AFP) .- Famous Spanish tenor Jose Carreras, accompanied bymusicians, athletes, actors and dancers, will offer a Charity Gala in theaid against leukemia, on the next 18th of December, in the German city of Leipzig. At a news conference, the organizers reported today that among the prominentwho have confirmed their attendance and will go up on stage during the "José Carreras Gala" there is the musician and Irish pop singer Chris de Burgh,the German violinist Anne-Sophie Mutter, the German musician Peter Maffayand the violinist and orchestra Dutch conducter, Andre Rieu.Thanks to a bone marrow transplant Jose Carreras was able, in his own words,"to overcome the dangerous disease." In 1987, when at the peak of his career, he was diagnosed with leukemia anddoctors gave him very little hope of surviving and in 1988 he establishedthe Jose Carreras International Foundation for the fight against leukemia." This foundation, based in Barcelona, financially supports the researchagainst this disease and maintains a bank of donor bone marrow. "I know, from my own my experience, that the fight against leukemia needthree things: the best medical treatment possible, support from friends andfamily, and to strongly believe that you will be healthy again," saidCarreras. During the 13 past galas the fund raising achieved an amount of 74.2million euros that benefited the German branch of the Jose CarrerasFoundation for the fight against leukemia. This branch was founded in1995, with headquarters in Munich. The José Carreras gala will take two and a half hours' and will also countwith the participation of family members of patients suffering fromleukemia. "The Jose Carreras Gala is much more than a show for television, it is anexample of humanity," said Axel Bulthaupt today. Axel Bulthaupt will bepresenting the Gala.


Extra show for A Viennese Christmas Galway Advertiser, December 11, 2008.
By Kernan Andrews (original article)

VIENNA IS one of the great centres of European classical music and opera and home to one of Europe’s finest Christmas markets.
As such it’s highly appropriate that at this time of year a touch of the Austrian capital should come to Galway for a night of music and song in the lead up to Christmas. A Viennese Christmas takes place at the Town Hall Theatre on Sunday December 21 at 8pm. There are only a few tickets left for this performance. However a matinee will take place at 4pm on Sunday 21 so get your tickets now.
The show will feature the award winning tenor Seán Costello; soprano Celine Byrne, winner of the Maria Callas Grand Prix 2007; Jose Carreras; and internationally acclaimed violinist Vladimir Jablokov; and the Slovak Festival Ensemble.
Tickets are €30/€25 from the Town Hall on 091 - 569777.

09/12/2008

ROH 1 - 0 LA SCALA

Come avrete già sentito ci sono opinioni piuttosto discordanti sul risultato della Prima della Scala con il Don Carlos: molti dei vip presenti hanno espresso giudizi un pò troppo generici, la platea ha applaudito, i loggionisti hanno fischiato... sarà solo per lo scandalo creato dalla sostituzione del tenore Giuseppe Filianoti con il tenore "di peso" Stuart Neills? Qualcuno ha anche gridato "Vergogna!" dall'alto.
Io l'ho visto a tratti e, potrei dilungarmi a vari commenti, ma preferirei evitare: vi dico solo che non mi ha entusiasmato molto se non per l'Orchestra, la direzione del M° Gatti e i due personaggi di Filippo II e Elisabetta di Valois, rispettivamente interpretati dal grande Ferruccio Furlanetto e da Fiorenza Cedolins. (Qui a destra potete accedere al commento dettagliato di Joaquim e a un articolo del Corriere della Sera per ulteriori particolari).
La scenografia, in particolare, mi ha lasciata piuttosto perplessa.

Ma in un altra città, fortunatamente, a compensare questa velata delusione, v'era l'entusiasmo come sovrano.

Sempre lo scorso 7 Dicembre, infatti, alla Royal Opera House di Londra v'era Les Contes d'Hoffman, di Offenbach, con il grande Rolando Villazón come protagonista. Come testimoni ho delle inviate d'eccellenza, ovvero LAS VILLAZONISTAS DEL LICEU che, in questa straordinaria e tanto attesa tappa londinese, sono state premiate con una notevole dose di fortuna.

Proprio grazie a loro vi posso rivelare che il nostro Josep si trovava alla ROH, per assistere a questo Hoffman d'eccezione.

Nel loro blog potete trovare i dettagli (a giudicare dalle foto, sembra che la scenografia superasse di gran lunga quella della Scala), non solo le impressioni sulla performance di un Rolando, che nonostante fosse reduce di influenza ha cantato splendidamente, ma anche sul loro incontro con Josep Carreras.

Inutile dire che "volevo esserci anche io" e che "anche io volevo fare la foto" e che "anche io vorrei assistere a un'opera seduta a fianco a lui" come è capitato a qualcuno, troppo ovvio e scontato.

Mi limito a ringraziarle di cuore per la loro generosità (Teresa sa il perché): se adesso Josep è vagamente a conoscenza dell'esistenza di un blog italiano dedicato a lui, il merito è solamente loro.

MOLTES GRACIES!

08/12/2008

Nuremberg Review

Ecco le ultime notizie da Norimberga. Qui potete leggere l'articolo originale della stampa tedesca.



NUREMBERG - José Carreras is currently touring Germany with his CD program "Mediterranean Passion". His performance in the Nuremberg Meistersingerhalle made the audience to pull from their seats. Once again it became clear, first category artists do not need the help of a spectacular show of lights neither a warming-up phase. He is very unpretentious, andwith a brief nod to the conductor, José Carreras is immediately on his element. Since he left the opera stage he has focused on very special Catalan song repertoire, he has always been stating that this is the kind of repertory he performs with full sentiment and with all his heart.
Canzone, small arias and songs from Italy and his Spanish homeland, songs in which you can understand a bitter sweet mmelancholy and a large romantic touch. With stories that speak more about the pain of being distant from the person you love rather than of an accomplished love. One day after he turned 62 the star tenor performed in our region and showed himself as an intelligent manager of his vocal skills. Even if the voice has lost a bit of its metal, he still displays all the same expressiveness and dramatic ability. Carreras was never a knight of the high C and he is very aware about his present vocal power.
A question of Charm
Since in 1954, still as an eight-year-old boy, still as Josep, he performed in public for the first time, with "La donna è mobile", he has displayed that very own discreet charm of him, something he kept in what the "Three Tenors" phenomena is concerned, by concentrating above all in the musical message and leaving behind the media circus around the trio. If he now with "Marechiare", by Tosti, or O Marenariello, by Gambardelli, "sings the happiness and the pain of love, he never turns that into small superficial expressiveness but makes a true appeal to the strong heroic feelings. The young Irish soprano Celine Byrne accompanies him on the stage. She shines with Serenade, by Toselli and "Les Filles de Cadiz", by Delibes, two pieces where her warm, full and straight middle voice displays a beautiful sound. Besides opera, she can also sing pieces from musicals beautifully and theencores proved it: "O mio babbino caro" by Puccini, and "I could have danced all night", from "My Fair Lady".
And then there was also place for the Mediterranean anthem: Carreras offered "Granada" by Lara, giving evidenceof all this tenor skills and offering during the evening a photo of redpassion with his rendition of an Andalusian glistering sunny day. Small weakness, the contribution of the New Frankfurt Philharmonic. The project of this orchestra - playing pieces between cross-over and high andsymphonic ones takes its bill on the sound of the ensemble. David Giménez hand may be the only instrument to control too vociferous sound. And so, you hear that the Mediterranean temperament cannot be totally felt in thisGerman rendition. But, in the end, the orchestra turns out to be a very professional accompaniment for the two singers.

06/12/2008

Review from Berlin - Daily Mail Interview

La Spagna offre in questo articolo la review del concerto di Berlino. Un altro successo alla sua collezione.

Date : 5th December 2008



El tenor José Carreras conquista la Filarmónica de Berlín con el ímpetu de su "Mediterranean Passion"

El tenor español José Carreras conquistó hoy al público de la Filarmónica de Berlín, al que puso en pie en hasta cinco ocasiones con el brío de su "Mediterranean Passion", una selección de temas italianos y españoles. Bajo la batuta del director David Giménez -sobrino suyo- y acompañado por la Nueva Filarmónica de Fráncfort, Carreras se alternó sobre el escenario con la soprano irlandesa Celine Byrne con quien cantó varios dúos, entre ellos un fragmento de "El Dúo de la Africana" de Manuel Caballero. La velada integró un repertorio de dieciséis temas, a los que se sumaron dos fuera de programa y cuatro "bises" que Carreras obsequió al público berlinés, rendido ante su virtuosismo. Una Filarmónica con más de media entrada brindó calurosos aplausos tras cada pieza musical, especialmente después de que el tenor entonara inesperadamente "Granada, tierra soñada por mí", del mexicano Agustín Lara, al término del recital, lo que llevó a Carreras a regalar algunos temas extra. Piezas italianas como "Marechiare" de Francesco Paolo Tosti y "Chitarra Romana" de Eldo di Lazzaro y las españolas "La Boda de Luis Alonso" de Jerónimo Jiménez y "La Vida Breve" de Manuel de Falla Luna conformaron el programa oficial, junto con algún tema en catalán como "Cançó d'amor i de guerra", de Rafael Martinez Valls.

Carreras, nacido en Barcelona en 1946, interpretó sobre el escenario una selección musical, que conjuga delicadeza e intensidad, recogida en su nuevo trabajo discográfico con el que se encuentra de gira por Europa. Durante las más de dos horas que duró el recital, prolongado por los sucesivos "bises", el tenor buceó en sus raíces musicales aglutinadas bajo el epígrafe de "mediterráneas" a las órdenes de Giménez, director de la Orquesta Sinfónica del Vallés (OSV). Después de actuar en Berlín, el tenor llevará su "Mediterranean Passion" hasta las ciudades de Nuremberg y Hamburgo en los próximos días y, el día 18 de este mes, protagonizará su tradicional gala televisiva contra la leucemia en Alemania desde Leipzig (este del país).

The Daily Mail ci propone quest'altra intervista, in cui vengono affrontati diversi argomenti: emerge il fatto che per il momento il tenore non intende ritirarsi, in quanto troppo legato a questa professione-hobby, considerando anche che si trova ancora in condizioni di poterla svolgere più che dignitosamente.
Il giornalista si è imposto di indossare le vesti dell'avvocato del diavolo per ottenere le risposte che cercava, ma leggendo mi pare di intuire che dall'altra parte abbia trovato un "avversario" perfettamente in grado di gestire la situazione. Dopo essersi scontrato con l'adorazione dello staff femminile del tenore catalano, riesce finalmente ad incontrarlo. Carreras canterà a giorni nella Royal Albert Hall di Londra in un gala speciale di beneficenza, che vedrà la partecipazione di altri ospiti sensazionali come il soprano Kiri Te Kanawa. Le tende vengono tirate, troppa luce non fa bene a José, che educatamente chiede il permesso di soddisfare il suo bisogno.

Rivela che sì, capita di cantare anche in bagno, ma di certo non canta seguendo mentalmente uno spartito: la sua carriera non è di certo disperata fino a quel punto.

Il giornalista sembra non capacitarsi di questo discacco dalle proprie origini di "cantante d'opera" in favore di concerti e recital di canzoni, dal momento in cui il passato di Carreras parla chiaro e molti critici avevano giudicato la sua voce migliore di quella di Pavarotti e Domingo, e per di più il tenore si sente accusato per la sua intonazione spagnola "fuori luogo" e la lenizione della consonante "s". Sono accuse che lasciano il tempo che trovano, e quest'ultima della S risuona piuttosto ridicola, in quanto sembrerebbe sfatare il mito della fortissima inclinazione della lingua spagnola, e catalana, a questo tipo di consonante. Carreras risponde con umiltà, scusandosi e ringraziando per la correzione. In questo caso, niente sarebbe stato meglio di un pò di innocua diplomazia, anche se il movimento del suo sopracciglio sembra aver parlato per lui.

"Che la sua esperienza con la Leucemia abbia lavato via la sua natura latina?" si chiede il giornalista.

Io saprei rispondere a questa domanda, ma evito.

Seguono le domande "Chi era il rispettivo Numero 1, Numero 2 e Numero 3 fra i Tre Tenori. Io mi chiedo "Perchè?" invece. Carreras risponde con grande ironia, basandosi sull'ordine alfabetico. D'altronde quale altra risposta avrebbe meritato una domanda di questo genere?

Si passa per un attimo alle cose serie, come la scomparsa di Luciano Pavarotti e il sentimento che lo legava a lui di amicizia fraterna.

Si tocca l'argomento dei concerti dei Tre Tenori, inizialmente concepiti per raccogliere i fondi per la Fondazione, spesso e volentieri accusati di interesse puramente commerciale e dequalificanti del prestigio che detiene l'Opera.

Se andate avanti a leggere le righe successive di renderete conto di come sia incredibile come qualcuno si diverti a provocare di continuo, ed è ammirevole la calma e l'esperienza di chi viene provocato e risponde senza la minima intenzione di raccogliere. José sarà anche bravo a trattenersi, ma risulta che una delle caratteristiche per cui splendeva come cantante d'opera, e continua a splendere ora, lo accompagna anche nella vita di tutti i giorni, e questa è la sincera espressività del viso, che non mente mai.

Molti lo stimano anche per questo. Anche io. Ma devo dire che io lo stimo anche per come si è congedato. Leggete qui, non ci sono parole.


'I am a little nervous with strangers,' he says. 'But I'm not tight inside. I think I am impulsive.' 'With women?'
'Chairs. I have thrown chairs but only during football matches. Generally, I am well-behaved. I do not like to make people angry.' I am thinking this is a key to his paradoxical nature, when Carreras suddenly steers me towards the lift, presses a button marked 'Roof' and, as the doors slam shut, shouts: 'Goodbye. So nice meeting you.'
After a short interval he joins me on the parapet, pleased with his joke and twinkling like crazy. 'Are you sure you don't like to make people angry?' I retort, twinkling back through narrowed eyes.

GRANDE JOSEP!

Sorry but, I can't shut up myself.
Lo siento, pero esta vez no puedo callarme.

05/12/2008

Per Molts Anys, Josep

El Divendres 5 de Desembre de 2008

E chi l'avrebbe mai detto che a un anno di distanza mi sarei ritrovata ancora a scavare nel cuore per ricavare parole, le più indicate per augurare buon compleanno ad un'anima grande, non tanto, in questo caso, per la straordinaria carriera, ma per la qualità delle emozioni che custodisce dentro di sè, e che fa della condivisione di questi sentimenti una professione. Un altro buon motivo per vivere ogni attimo con passione.

Non esistono le parole giuste.
Ma comunque il cuore parlerà.

«Si es verdad que la vida le ha dado tanto, es porque se lo merece todo.
Gracias por seguir demonstrando cada día que hay cosas para que vale la pena vivir intensamente cada instante.
Lo cierto es que muchísimos, como yo, consideran que una entre esas es la de gozar de los sentimentos que su voz consigue despertar en nuestras almas, encantadas de tener el honor de dialogar con la suya.
¡Qué su voz siga volando para arriba, y nos lleve tomandonos de la mano, para siempre!»


Esperant que la felicitat sigui al seu costat per sempre,

Amb tot el meu Cor...

Per Molts Anys, Josep

01/12/2008

Carreras: "God gave me Time as a Gift"

Grazie, come sempre a Ellie e Maria per aver segnalato questa intervista e per aver ritradotto la traduzione. Escludo che José l'abbia sostenuta in tedesco... ;)

GOD GAVE ME TIME AS A GIFT


He is one of the greatest tenors of all time, and is now coming to Hamburg. Diana Zinkler in conversation with José Carreras about the importance of time, the fear of dying and the feeling for the right moments.

José Carreras is waiting in a suite in a hotel in Leipzig. He feels not very good, is a bit tired and has something in his stomach, as he says. Therefore, his management give me a deadline for this interview. " 20 minutes?", the person who is coordinating the interviews asks. But it is not a real question. Rather an indication.

After all, José Carreras is finally an international star. This year he celebrated his 50-year stage anniversary. Next 13th of December he comes to the Hamburg Laeiszhalle.

He smiles to welcome me. He wears a fawn Leinenjackett and a white silk scarf around his neck. Quite opera star, a male diva with good-natured eyes.

He has a lot behind them, various relations, a career that can only be compared with the ones of the other two great tenors, Plácido Domingo and Luciano Pavarotti, and a serious illness, leukemia. What does he think about life, the great scene, the bright light and the shadow, how he takes all of this? What does he feel about time? An interview under time pressure.


Journal: I would like to speak to you about time.
José Carreras: Well, time. In Greek "Chronos".

Journal: How is your relation with time?
Jose Carreras: I think time is something very important for all of us. In an ideal world, we should have time for everything you want to do and to fulfil the obligations everyone has. I think it's important to have a good relationship with time. We need time for joy, time for work and time for relaxation. And time in general. I think I'm a person that takes time very seriously.

Journal:Yes, how?
José Carreras:I try, for example, to be very punctual. Always. I'm about 99 percent on time. Many people think that time is elastic but unfortunately it is not so. You may fill intermediate times with this and that but that is wrong, one must look at what is happening and above all one must be punctual.

Journal:How does that influence your work?
José Carreras: How much I practice depends somewhat on whether I have a performance or not.

Journal: And if you have one?
José Carreras: Sometimes the voice needs training, sometimes a break. You have to learn how to feel that I always say that the problem with singers is that we do not depend only on our talent, on our preparation, on our professionalism, we depend also on our vocal chords. They can be attacked by all of what you eat, how much you sleep, drink, talk, the air conditioning and pollution. There are hundreds of things that one must be careful about, and you must to be very disciplined. But you must not see this discipline with a too dramatic look. A voice is capricious. And especially the voice of a tenor is capricious. (At this point, Carreras laughs about himself.) Over the years you learn to deal with it. For example, one can not make too many performances. And if one has not sung for a long time, one must begin training at least one week before the new engagement. At least two hours a day.

Jounal: This year, you celebrated your 50th Stage anniversary. You had your first performance with eleven years in your home town, in Barcelona's Gran Teatre del Liceu. Then were you so well prepared?
José Carreras: At the time, not yet, although I had studied music. But my piano teacher had been with me singing and practicing. I mean, with eleven years old you still sing with instinct not with intuition. By that time I sang with the unconsciousness of a child. For me singing was like a game. But, at the same time, I also took it very seriously, I prepared the role for almost one year. Barcelona is my home town.

Journal: And in later years?
José CarrerasEach person has his own abilities. For example, I learn music quickly. Of course, there are operas for which we must also practice hard. In order to interpret it correctly you do need intuition. Technically, I can learn an opera in a week. Then you need to go deep in the character and, of course, to practice with directors. Sometimes you need years to really understand a role even if you sing that role often. You discover something new each time. This is the so fascinating about my job.

Journal: So the way you perform your roles changed over the years...
José Carreras: Yes, the man and the artist grow up together. So it is perhaps when the man changes that the way how he performs a role also change. Because over the years there are also changes in our emotions and experiences.

Journal: How would you say your prime Don Jose in Carmen, changed over the years?
José Carreras: I have performed Don José for more than 200 times. The whole structure of the role is in my head, in my heart and in my soul. But yes, of course, there are certain aspects that change.

Journal: What do you feel if you have achieved a great successes and the curtain rises again and people do on applauding?
José Carreras: For many years I could not really understand it. I would not know how to answer that question. I just thought it was an unbelievable feeling. But now I know what it is. I feel more and more a great gratitude for the people who accept me as an artist and as a person. And it makes me very grateful that I am capable of transmitting great feelings and that people are happy for that. It is an immense feeling, to live such moments. I cannot think about anything that can be compared to that.

Journal: Is it the same with the relation between the artist and his work? Once he has created it, it's like a child who has grown up.
José Carreras: No, there is a difference between an artist and a performer. The artist ends his artwork, or a writer finishes his book. They are creative. They do not get the immediate reaction of the audience. Of course, this is something that we performers immediately get and makes our lives easier. Many artists live their lives without getting the recognition they deserve. On the other hand, painters and writers can wait for the right moment of inspiration. For us, when the curtain opens, we must be fully prepared and immediately give the best of us.

Journal: In your work you always need to be on top form. A single second may sometimes decide the whole evening and the work of the past months. You must be very disciplined.
José Carreras: I have really many bad qualities, but one of my good side is that I can be very disciplined. But music will also help you to be very disciplined. Because music is very precise, music is like mathematics. If you are not very concentrated, you're lost.

Journal: When does your concentration work?
José Carreras:There are many stages of concentration before a performance, but the peak is reached in the moment when the curtain goes up. Concentration is fundamental.

Journal: Is it sometimes difficult to get the right feeling to deliver a role?
José Carreras: The secret is always in the words you are singing. The most important thing is the house of emotions, what we call soul. That is the engine. Then, these feelings are sent through the brain, which works like a filter, and then the voice is just, lets say, the vehicle, the instrument.

Journal: What do you usually do before a performance?
José Carreras: Of course the adrenaline is rising. I'm right there. Usually two hours before it starts Then I warm up my voice, put on makeup and so on. I try to be with myself.
Journal: And when do you know if a concert will turn out to be a good or a bad one?
José Carreras: That is something we can understand already after a few bars. If it is not so good, something that happens in, perhaps, 25 percent of the cases, you must then try to have the situation under your control. The most important thing is always to bring a concert to an end, even if you are sick.

Journal: In your career you have experienced many special moments. Did you previously guess that your appearance with Pavarotti and Domingo would turn out to be a success? And that people would never get enough from you as a trio?
José Carreras: I did not guess that. Our meeting was the beginning of an entertainment project, a charity appearance in the context of the World Cup in Italy. You know what that is? (He actually asks if the interviewer knows about the World Cup finals.) Yes? O.K. Someone had the idea, and we did it it. Don't want to seem arrogant but we had not the smallest idea that it would turn out to be a phenomena in the music world. We thought we would just have fun. We had all had a good relationship, but over the years it became even better. The concerts with the two of them were had a wonderful experience. (Carreras says it in emphatic way) (The 20 minutes are around. The lady who has the timetable, nods. Still another question. One, which he gladly answered.)

Journal: What was your most beautiful moment on stage?
José Carreras: There were so many! But should I highlight a few I would mention: My debut at La Scala, in 1975. And perhaps the night when I realized that I was born to sing. (Because time is short, the interviewer does not ask when did that happen and also does not ask if his performance with eleven is part of these most beautiful moments). And the other really emotional moment was my first concert after my illness. After a year of illness and treatment I stepped back for the first time in Barcelona, my home town, on. That was 1988. (The lady from management is not responding. So interview just goes on.)

Journal: How did you spent time during your illness?
José Carreras: I had a lot of time to think, obviously. About my priorities in life. In real life. And the all time was like a race and every minute was a minute less until becoming healthy again, every minute was a minute less until the moment I would overcome my illness.

Journal: How important was your career by that time?
José Carreras: One thing is your career, which turns out to be a race, also, another thing is your struggle for life. That is why both things cannot be compared. Only if I survive could I go back to my old life. Thank God I was able to. He gave me time. (24 minutes have gone. We stands up. He is grateful for the interview. Me too.)

Journal: What are you doing now?
José Carreras: I have an interview. And then I will rest. Eat a snack and then read.

Journal: Which was the last book you just read?
José Carreras: Was reading three books at the same time and have just finished them. I think now I will read, "L'arte della Gioia" by Goliarda Sapienza.


Published on the 29th of November 2008

30/11/2008

Frankfurt Konzert und Wicked - Musicals "Die Hexen von Oz"

Notizie fresche da Francoforte, dove nella Great Hall della Alte Oper regnava sovrana la voce di Josep, ovviamente senza l'ausilio del microfono. La stampa riporta questo articolo.

Le calde e passionali atmosfere del Mediterraneo, dall'Italia alla Catalogna, ricreate dal nostro tenore sfidano e sciolgono il gelo delle temperature esterne, con la straordinaria interpretazione di un artista che, se canta l'amore, spontaneamente le sue mani sono sul cuore.

Il palco propone colori caldi, un rosso.arancione brillante e la serata comincia con un piccolo "Interludio y Danza" dall'opera "La Vida Breve" di Manuel De Falla, ma il folklore spagnolo viene riproposto in seguito con echi di flamenco e castagnette. Non ci sono microfoni di nessun genere: Carreras, naturalmente canta "Unplugged". Immancabile l'appuntamento con "Marechiare", la canzone napoletana di Francesco Paolo Tosti, eseguita con estrema delicatezza, quasi a voler ricreare un'atmosfera sognante. I brani di Tosti sono particolarmente gradevoli al chiaro di luna. Particolarmente emozionante, quando la voce del tenore, ancora per qualche giorno sessantunenne, risuona misteriosa a distanza. L'Orchestra ha eseguito l'intermezzo de "La Boda de Luis Alonso" di Jerónimo Giminéz con grande profondità.


Il soprano irlandese Celine Byrne, che già da qualche data accompagna il tenore nei suoi concerti nord europei effettua il suo ingresso on stage con un meraviglioso abito da sera, cangiante: la cantante, vincitrice dell'Award esegue "Les filles de Cadiz", del compositore Léo Delibes, una sfida che la ha vista vittoriosa senza ombra di dubbio. Il punto più alto della serata è rappresentato da "El Duo de la Africana" di Manuel F. Caballero, in cui le voci dei due cantanti trovano un magnifico intreccio, con un momento d'intrattenimento di amore e passione.


I cantanti rispondono alle ovazioni del pubblico con profonda gratitudine inchinandosi e applaudendo a loro volta.


Ma non è tutto.


Come riporta anche questo articolo, José ha messo piede sul tappeto verde del Wicked, la serata di beneficienza a Stoccarda. Glinda (Lucy Scherer), José Carreras, John Mock-O' Hara, il direttore di scena, e Elphaba (Willemijn Verkaik) si possono vedere nella foto che ritrae il momento in cui Carreras riceve l'assegno.



Ospiti prominenti hanno accolto l'idea e questi Musical di beneficenza "WICKED - Le Streghe di Oz", saranno in favore della Fondazione José Carreras per la Lotta contro la Leucemia, in Germania.
José ha espresso la sua profonda gioia e gratitudine per questa iniziativa e ha elogiato la dedizione di ogni persona coinvolta in questo progetto.
Il Musical è stato invitato al prossimo José Carreras Gala, che avrà luogo a Leipzig il prossimo 18 Dicembre. ARD lo trasmetterà live a partire dalle 8.15 pm.

28/11/2008

Applauses from Stuttgart

L'ennesimo successo a Stoccarda per la gioia del pubblico tedesco, quello forse che gode del privilegio di avere più occasioni di assistere ai concerti del nostro tenore, e senza dubbio, uno dei paesi più sensibili alla causa per la lotta contro la Leucemia, e a questo proposito Josep non può fare finta di niente.
La stampa tedesca offre due articoli sul concerto tenuto lo scorso 25 Novembre a Stoccarda, il primo dallo Stuttgarter Zeitung e l'altro da Stuttgarter Nachrichten da cui emerge che la Liederhalle, sebbene non piena al completo, ha risposto con lunghe ed accorate standingovations, e coloro che hanno sempre visto Carreras come "l'elemento più fragile" tra le grandi presenze di Domingo e Pavarotti, non avranno potuto fare a meno di ricredersi e ammettere che si tratta di un tenore prossimo ai 62 anni d'età, ma ancora dotato di fascino e d'una voce di qualità.
Si sa ormai che José propone da anni un repertorio quasi totalmente popolare, ma occorre non dimenticare che la sua carriera propone moltissime registrazioni di musica classica, opera, di grandissimo valore e inoltre il tour prende il nome dal suo ultimo disco, "Mediterranean Passion", in cui, come già detto, offre musiche mediterranee,del sud d'Europa: d'altronde anche i grandi tenori del passato, a partire da Caruso, si erano cimentati in questo repertorio più leggero, e quindi "perchè condannare" Carreras per questo? Finchè ci sono qualità e passione direi che nessuno si dovrebbe lamentare, con tutto il rispetto per l'intransigenza dei puristi.

L'esperienza, l'arte, la musicalità, il cuore di un cantante che è in grado di rendere una nota "banale" un gioiello: questo è Carreras. Saggio, prudente, ma soprattutto di valore: otto numeri da solo, più due duetti e i bis. Il recensore è stato profondamente colpito dagli elementi cui il tenore ricorre mentre canta "Passione", sarà forse suggestionato dal titolo stesso? Un pò meno gradita "Santa Lucia", ma è inutile far questioni sui gusti personali.

Le voci sono state accompagnate dall'orchestra filarmonica di Francoforte, recentemente costituita in Offenbach, diretta da David Giménez, che ha eseguito un solo brano, "Bizet's Farandole". Il soprano irlandese Celine Byrne, di grande fascino, talento, e giovinezza presenta una voce incline alle tinte scure.

Il secondo articolo sottolinea l'assenza di lusso per lasciare spazio all'arte, solo all'arte, unica ed imprescindibile: il tenore effettua in suo ingresso, concede momenti brevi per gli inchini al pubblico e si appresta subito a cantare.

"La vida breve" titolo del brano di Manuel De Falla, proposto durante il concerto: certo, la vita è breve, ma la fama dispone di una lunga metà di vita, almeno per i tenori, afferma il giornalista: negli anni settanta e ottanta, Carreras costituiva uno dei più grandi cantanti d'opera, sicuramente il più elegante, cui l'esperienza dei Tre Tenori ha allargato il successo ad un ambito più popolare; con l'età, logicamente la voce contrae problemi e difficoltà, ma il tempo, si sa, non risparmia nessuno. Ma qui gli applausi e le ovazioni non celebrano di certo le rovine di una voce e anche se non a tutti il repertorio può piacere, un gran finale con Granada, di certo, conquista chiunque.
Ieri a Francoforte e stasera ancora a Stuttgart: stay tuned for news!

25/11/2008

Interview: now in Germany

Josep è ormai giunto in territorio tedesco dove si esibirà in più occasioni, a partire da stasera in cui offrirà al pubblico di Stoccarda il suo programma "Mediterranean Passion".

Vi invito a leggere attentamente questa intervista, (qui l'articolo originale) per cui come sempre ringrazio Ellie e Maria.


Star tenor José Carreras

"I HAVE REMAINED A ROMANTIC MAN"

Friday, 21 November 2008 02:50

Berliner Morgenpost Today classic music is used, first of all, for relaxation or background music. Does that bother you?

José Carreras It is true that you hear classical music in stores, it is true it is used in advertising, as the background music - and I am responsible for this, in some aspects: With our performances as "The Three Tenors" we have greatly expanded classical music. If someone criticizes this, I accept it. But do not believe that this harms the genre, as long as the quality is guaranteed!

Berliner Morgenpost
Do you occasionally listen to classical music to relax?

Jose Carreras I love to hear classical music, at home.

Berliner Morgenpost Anne-Sophie Mutter says she is never totally satisfied with her own performances. Do you know this feeling?

José Carreras (laughs): On the day I would be one hundred percent satisfied with myself, I would withdraw from the stage. No, an artist can never be entirely satisfied with himself.

Berliner Morgenpost Such an inherent lac of satisfaction does not represent a threat?

José Carreras No, it is an entirely natural process. An artist always wants to do things better, to perform a song a little differently, to try a new genre - an artist's life must be open, he must be always ready to learn new things.

Berliner Morgenpost Unlike a violinist and his violin, the singer's instrument looses quality with age. How do you deal with this loss of quality?

José Carreras Excuse me, but that sounds to me too much black and white painted! Obviously, a singer looses certain qualities over the years but he also gains qualities in other aspects. I'm still very romantic, but in a different way from what I was with 20 years old - and that expresses itself naturally in my renditions. Over the years we look to certain situations with a much deeper understanding and with much deeper feelings.

Berliner Morgenpost With all due respect, age brings powerful losses for the voice. Why can't a great singer, at the peak of his career, simply retire?

José Carreras But what is wrong with continuing to perform? In all professions, there are older people - you simply must be intelligent enough to go on doing what you enjoy doing and sing what you can sing with dignity, style and a certain quality. For this reason I am no longer singing "La Bohème": Why should I do it when I know that I have previously performed it much better?

Berliner Morgenpost And what is it that you perform better today than before?

José Carreras I can now deliver songs differently, by fulfilling them with really different emotions and with a much deeper passion. But naturally I also know that the day is approaching when I will withdraw from this life, from concerts - I just hope that I have a few more years to sing before that happens.

Berliner Morgenpost What is it that attracts you to the stage and that makes you to come back to the scene?

José Carreras There is a feeling of familiarity and intimacy, a direct communication with the audience and this moment when I feel that the audience immediately responded to my interpretation. And by that I mean not just the applause.

Berliner Morgenpost Do you occasionally listen to your own recordings?

José Carreras Not too often, to be honest. I rather listen to the recordings of such great artists such as Giuseppe di Stefano or Herbert von Karajan.

Berliner Morgenpost And how do you evaluate your own old recordings?

José Carreras Sometimes I think to myself: Wow, since then you've really done a good job! (laughs) And sometimes I think: That, you could certainly have done better ...

Berliner Morgenpost When you listen to them do you feel something like melancholy?

José Carreras No, I do not feel melancholy. Why should I? I'm one of those real lucky human beings able to do, practically during my all life, and until the present - apart from the time when I was seriously ill - what I love most: to perform great music! And I did it in the most famous opera houses in the world, in the most important festivals and in major concert halls, with the greatest singers and conductors.

Berliner Morgenpost Which of all these high points of your career has a more special meaning for you?

José Carreras If among these many artistic activities I should mention one as a climax, so this would be the 12 years of joint collaboration with Herbert von Karajan. For him, I even sung Radames in Verdi's "Aida". And for him I would even sing Micaela, from Bizet's "Carmen", should he ask me to do it. (laughs).

Berliner Morgenpost Well, you sang Don José and you remained only with Don Jose. How do you respond when today a friend puts an old CD with your songs or arias?

José Carreras That is something I still can cope with. But when I visit a restaurant and the owner thinks he will make me happy by putting a CD of mine, that is a different matter. Then I ask him politely, but firmly, if he has something else to play ...

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Avete letto bene? Avete notato anche voi quella sottile, ma mica tanto sottile, intenzione comunicativa? Già.

Per fortuna dall'altra parte c'è una persona forte, determinata, e convinta di quello che fa. La consapevolezza di aver perso alcune caratteristiche si evince dall'aver scelto un determinato repertorio che ne risalti altre, che sono nitide. L'ha detto lui stesso, non può più cantare la Bohème perchè il confronto con il suo passato sarebbe troppo sfavorevole, ma il repertorio che propone nei suoi attuali concerti e recital valorizza ciò che un glorioso cantante può ancora dare al pubblico di tutto il mondo.