29/09/2008

Carreras al Met...

E dopo i "50 anys" del Josep... i festeggiamenti toccano a un altro grande tenore che porta alta la bandiera spagnola da molti anni. Carreras non poteva mancare a New York ieri, per stare accanto al suo amico e collega Placido Domingo, in occasione del quarantesimo anniversario del sodalizio del tenore con il Metropolitan: Domingo debuttò infatti nell'opera house newyorkese il 28 Settembre del 1968 come Maurizio nell'Adriana Lecouvreur di Cilea. Circondato di amici, il tenore di Madrid, da Woody Allen a, per l'appunto, José Carreras, il quale non ha mancato di cantare in suo onore.


Ecco come commenta l'evento la sua Spagna


Domingo ha rivelato l'intenzione di collaborare nuovamente con il suo collega e compatriota e non ha mancato di ricordare nel suo discorso, in cui non è riuscito a trattenere la commozione, l'altro collega dei Tre Tenori, l'amico Luciano Pavarotti.
"Es una lástima que por poco tiempo no esté aquí. Él y yo debutamos en esta misma
casa con pocos días de diferencia, como Jaime Aragall. Una pena que no estemos aquí todos".
Così commenta Placido, che avrebbe desiderato condividere questo momento con Pavarotti che aveva debuttato nello stesso teatro a pochi giorni di distanza, lo stesso vale per Jaume Aragall, altra voce barcellonese dal registro tenorile.

Carreras ha rivolto a Domingo parole che vanno oltre all'amicizia e che rivelano una profonda stima e ammirazione. Si parla di riconoscenza per la collaborazione costante con la sua Fondazione e si descrivono le doti di "un amico eccezionale":

"Su talento, determinación, el amor y la pasión por el trabajo, su versatilidad, presencia escénica y su voz, todo eso hacen de él un cantante único en la historia de la ópera"

Secondo lui gli elementi che fanno di Domingo un musicista e un uomo straordinario sono "su dedicación y vocación, su vitalidad y las ganas continuas de innovar, algo de agradecer en un cantante de su edad y con tantos y tantos años de éxitos".

TE FELICITAMOS DE TODO CORAZON, PLACIDO!

27/09/2008

Mediterranean Passion on 17 October


Il prossimo 17 Ottobre uscirà il nuovo disco di Josep Carreras, Mediterranean Passion, di cui il tenore aveva già accennato qualche dettaglio nell'intervista riportata nell'intervento precedente.


Il disco è già disponibile per una pre-ordinazione su http://www.amazon.de/



Qui sono disponibili TUTTI I DETTAGLI.

Potete ascoltare anche un minuto per canzone in anteprima

Vi anticipo solo la tracklist, che come già annunciato è un alternarsi tra Catalunya e Italia.

Ambassade Orchestra di Vienna, diretta dal Maestro David Giménez


1. O paese d'o sole
2. Rosó - Pel teu amor
3. Che t'aggia dì
4. Firenze sogna
5. Maria Marì
6. I te vurria vasà
7. Marenariello
8. Fenesta che lucive
9. Munasterio 'e Santa Chiara
10. Chitarra Romana
11. Silenzio cantatore
12. Guapparia
13. Les neus de les muntanyes
14. Solamente una vez
15. Un núvol blanc
16. Lyrics (Data Track)

24/09/2008

Interview - From the Newspaper Nachrichten‏

Vi propongo la lettura di un intervista rilasciata da Josep per il giornale austriaco Nachrichten, che potete trovare qui in lingua originale tedesca Deutsch, oppure in una versione tradotta approssimativamente in Inglese da Google (English version).
L'avrei tradotta meglio io, ma non conosco il tedesco.
Intanto cerco di riassumere i contenuti principali.
Il tour "Mediterranean Passion" riprende il 17 ottobre, a Vienna, data in cui uscirà anche il nuovo disco omonimo realizzato con la collaborazione dell'Ambassade Orchestra, diretta dal Maestro David Giménez.
Mediterranean Passion perchè, spiega il tenore, il disco racchiuderà brani che ha sempre amato ascoltare della sua patria, la Catalogna e dell'Italia, una culla di grande passione, gran parte della musica viene da questo paese. Come Bonus Track "Solamente una Vez" del compositore messicano Augustin Lara. Ospite nel disco la cantante Gloria Estefan.
Il concerto non prevede più di un brano d'opera, probabilmente proposto come encore.
Carreras accenna ai suoi gusti musicali di quando era ragazzo: un nome tra tutti, come è risaputo, Giuseppe Di Stefano, la cui voce l'ha sempre emozionato profondamente. La discussione si sposta sul dibattito riguardante l'Opera: "La parola chiave è "hype": Giusto o contro producente?". Carreras si mostra favorevole, dal momento che anche Enrico Caruso lo era stato, e anche Arturo Toscanini. Il giornalista gli fa notare come questa sua opinione abbia avuto anche un risvolto pratico, come membro dei Tre Tenori: lui ricorda questa esperienza durata 14 anni, per un totale di 30 concerti "anche se il pubblico è convinto del fatto che abbiamo cantato insieme da sempre". Inevitabile il riferimento alla figura di Luciano Pavarotti, che è ricordato dall'amico con profondo affetto menzionandone la generosità, il senso dell'umorismo, la saggezza, la genuinità, la filosofia di vita.
Il giornalista sposta la attenzione su Placido Domingo, enfatizzandone il contrasto di fede calcistica: FC Barcelona vs Real Madrid. "Nessuno è perfetto" afferma ironicamente il tenore, non mancando di ammettere il grande onore per essere stato invitato per il 40esimo anniversario al Metropolitan di New York del suo collega.
Si esprime con affetto anche nei riguardi di Rolando Villazon, che descrive come dotato di uno strumento meraviglioso e soprattutto di grandi qualità umane, augurandogli tutto il meglio, perchè lo merita.
Carreras apprezza l'atteggiamento di alcuni giovani che si avvicinano all'opera: "E' bello come oggi vanno all'opera, e domani da Bruce Springsteen". Il tenore si rivela estimatore anche di musica leggera, tra cui spiccano due nomi, quelli di Frank Sinatra e Elton John. Sinatra, in particolare, in quanto da sempre è stato un suo fan, un artista "impossibile da imitare", non solo per la difficoltà dell'accento inglese.
Per quanto riguarda la sua Fondazione per la Lotta contro la Leucemia, il tenore dichiara di essere molto soddisfatto per i progressi fatti nell'arco di vent'anni. Il denaro non manca, solo 75.000 € sono stati devoluti dall'Austria.
Per concludere, il giornalista si congratula per la vittoria spagnola negli Europei di Calcio. Carreras ringrazia, ma ammette che che sarebbe stato più orgoglioso per la vittoria di una nazionale catalana.

22/09/2008

Benefit Projects

RECITAL DI BENEFICENZA PER "International Society of Pediatric Oncology‏"



The Opening Ceremony and Welcome Reception with a charity recital of José Carreras will take place at the conference venue – the ESTREL Hotel & Convention Center. We are honoured that José Carreras will show his solidarity and play the lead in our opening ceremony. The Staats- and Domchor Berlin, one of the most famous boy's choir in Germany, confirmed also their performance during the Opening Ceremony. Enjoy an evening with good friends and discussions, with great music, and with fine food along with drinks.
Date: Friday, October 3, 2008Time: 20.00 – 24.00Place: ESTREL Hotel & Convention CenterPrice: Included in the fee for congress participants and all registered accompanying persons.
Grande collaborazione tra il Musical WICKED - THE WITCHES OF OZ e la Deutschen José Carreras Leukämie-Stiftung e.V



WICKED - THE WITCHES OF OZ Today is the starting date for the great cooperation between the Stuttgart musicals WICKED - THE WITCHES OF OZ and the German José Carreras Leukaemia Foundation. The First highlight of this cooperation will take place next 28th of November, at the Stuttgart's Palladium Theatre. That night the function will be a benefit Gala attended by more than 400 invited guests from show business, economics, politics and sports fields. The Spanish tenor and Foundation founder José Carreras will be himself presenting the evening. "I'm very impressed for the commitment of the WICKED entire team, and next the 28th of November, in Stuttgart, will personally thank them for this" José Carreras said. The proceeds from this event and the donations which start today in the foyer of the musical theater will benefit the Children's Cancer Research of the University Hospital, in Tuebingen. "We are very pleased that we are cooperating with José Carreras and can help the Leukaemia Research in Germany. All the staff at the Palladium theatre are with all their hearts in the process of cooperation to make it a full success," says John O'Hara Mock, New Managing Director Stage Entertainment Germany. "WICKED - THE WITCHES OF OZ is about to stand, to have courage always, even in adverse situations of life, and never give up. This fits very well with the message of the José Carreras Foundation," he explains. On Thursday, the 18th of December 2008, the entire company of WICKED - THE WITCHES OF OZ will be present at the José Carreras Gala and there will be an excerpt of the most beautiful scenes of the musical show. In addition, the witches will be presenting José Carreras with a cheque with the final amount of the donations. The live broadcast of the gala starts at 20.15pm (ARD).

The Spanish tenor founded in 1995 Deutsche José Carreras Leukaemia Foundation in gratitude for the fact that he overcome leukaemia after a stem cell transplant. The Foundation promoted so far over 600 different projects. These include the promotion of science and research, the financing of structural measures, such as the construction of transplant units, day hospitals or rehabilitation centers, and supporting self-help groups and parents initiatives. For more information and insight into the projects, go to http://www.carreras-stiftung.de/.


Donations account:

Dresdner Bank AG Code: 700 800 00 Account: 319 966 601 Keyword: WICKED


Ticket sales for the WICKED - Die Hexen von Oz, in the Palladium Theater, Stuttgart, 28.11.2008, 19:30 pm
José Carreras statement working with Stuggart Wicked (VIDEO)
In this statement, José Carreras speaks about his joy for this cooperation and adds he is very pleased by the chance of thanking them all during the Gala he himself will be presenting and that will take place next 28th of November, at the Palladium Theatre, in Stuttgart.



21/09/2008

L'Alba di un Grande Tenore


Credo di aver già espresso questo concetto: mi considero una persona privilegiata per essere riuscita a rendermi conto del grande valore di questo artista, e questa convinzione dentro di me, è più forte di qualsiasi rammarico per essere nata “qualche anno in ritardo” da impedirmi di vivere l’epoca degli anni d’oro. Sono una romantica, una sentimentale e per tanto il rimpianto di non aver potuto ammirare il sole splendere alto nel cielo non mi impedisce di lasciarmi avvolgere dalle emozioni nel contemplare un tramonto.
Ma quale grande alba è stata da regalare un tramonto così speciale? Lungi da me voler emulare una biografia, anche perché sarebbe impresa ardua anche solo imbattersi nella pura e semplice cronaca di cinquant’anni di carriera.

Ma se quella sera il cinema Gayarre del “Barri de Sants” di Barcellona non avesse proposto un film a colori dal titolo “El Gran Caruso” con Mario Lanza per protagonista, chissà se il mondo avrebbe goduto comunque di un talento così straordinario. Una casualità come un film al cinema possa far luce su un istinto nascosto in un bambino di sei anni, che dopo una serie di intrattenimenti presso il negozio di parrucchiera di sua madre Antonia, intraprese il cammino a fianco della sua maestra Magda Prunera, a cominciare da un’esibizione per la Radio Nacional Española di un’aria del Rigoletto cantata e ricantata fino a mettere a dura prova la pazienza di fratelli, Albert e Maria Antonia, e genitori: riuscite a immaginare un bambino esiliato in bagno a cantare davanti allo specchio “La Donna è Mobile”?

Quello era il piccolo Josep, lo stesso bambino che ha imparato presto a conoscere l’arte di fare irruzione in posti di un certo rilievo, dal campo del Barça alla sala del Gran Teatre del Liceu, a fianco di suo padre che indossava la divisa di Guardia Urbana; lo stesso che fin dalla prima volta che ha potuto respirare l’aria del Liceu, fin dalla prima occhiata rivolta al palcoscenico che ospitava una Renata Tebaldi nei panni di Aida, era certo del fatto che prima o poi, anche lui vi avrebbe cantato.

Ma come potevano esservi convinzioni così radicate nella mente di un bimbo? E così sarebbe stato, qualche anno dopo, a undici anni appena compiuti: era il 3 Gennaio del 1958 quando il grande direttore José Iturbi, decantava le qualità “d’un nen de 11 anys” nel ruolo di Trujamàn, nell’opera di Manuel De Falla “El Retablo de Maese Pedro”. Questa è la data tanto celebrata quest’anno, il cinquantesimo anniversario di questa ricorrenza che avrebbe sancito un sodalizio profondo con il teatro della sua città. Di quell’epoca, lo stesso Carreras ricorda l’incoscienza di quel bambino che “non era poi così emozionato per cantare su quel palco prestigioso, ma che gli faceva piacere se gli altri avevano apprezzato”. E poi era stato pagato con “vere Pesetas”.
Il destino aveva voluto che la sua voce infantile dal registro di contralto si trasformasse fortunatamente in quella di un tenore lirico, un tenore cui, nonostante tutto, non era stato consentito di essere diverso, di sentirsi un prodigio, come testimonia la breve esperienza universitaria presso la facoltà di Chimica. A prescindere dalla precaria situazione che offriva Barcellona alla fine degli anni quaranta, per cui l'intera famiglia aveva trascorso un anno in Argentina, Josep aveva trascorso un'infanzia e un'adolescenza spensierata, anche se macchiata indelebilmente dalla perdita della madre per un cancro.

Non appena si era reso conto che la scienza non era la sua strada, aveva deciso di dedicarsi alla musica a tempo pieno: "Forse non sarei diventato il tenore più bravo del mondo; ma è certo che le mie possibilità in campo scientifico erano minori." e a posteriori affermerà che "Visti i risultati, si trattò della scelta migliore della mia vita". Nel 1969, infatti, dopo aver sostenuto un'audizione con l'impresario Juan Antonio Pamias, noto per il suo incredibile istinto nello scoprire nuovi, giovani talenti per il Liceu, aveva ottenuto il ruolo di Ismael nel Nabucco, ma soprattutto avrebbe interpretato Flavio, nell'occasione del debutto di Montserrat Caballé come Norma, a fianco di Mario Del Monaco, che fu poi sostituito, e Fiorenza Cossotto.



Era il 1970 e la prima donna barcellonese non era affatto rimasta immune all'eleganza del fraseggio di questo giovane tenore così che a tutti i costi lo voleva a suo fianco, quello stesso anno, come Gennaro nella Lucrezia Borgia. Il giorno successivo la stampa barcellonese si era espressa con grandi elogi riferiti alla presenza scenica e soprattutto alla limpidezza vocale del giovane tenore.

Gran Teatre del Liceu, 1970.

"Oh ciel - vegg'io!" prologo, Montserrat Caballé, Josep Carreras

"Di pescatore ignobile" prologo, Montserrat Caballé, Josep Carreras

"Ama tua madre tenero" Montserrat Caballé, Josep Carreras


"Son io - minacciata è la mia vita" Montserrat Caballé, Josep Carreras, Atto II

"Va se tu vuoi - Esse è mio..." Montserrat Caballé, Josep Carreras, Atto II


José Carreras, figlio del capo della Guardia Urbana del comune di Barcellona, aveva conquistato il pubblico del Liceu ma un'altra importante sfida, cui soprattutto Montserrat Caballé aveva insistito fortemente affinchè la intraprendesse a tutti i costi, lo avrebbe portato in Italia, culla dell'Opera, più precisamente a Parma, per partecipare al famoso concorso internazionale per giovani cantanti lirici organizzato dall'Associazione Culturale Giuseppe Verdi di Parma. Bene note è la severità e l'intransigenza del giudizio del pubblico del Regio di Parma, teatro che anche per quell'occasione era gremito. José era il più giovane di tutti i concorrenti, aveva appena 24 anni, ma non per questo si era lasciato intimidire: l'emozione però doveva essere enorme, tenendo conto che l'ospite d'onore di quella serata era il grande tenore Giuseppe Di Stefano, l'idolo per eccellenza di Carreras, il suo esempio, la fonte di ispirazione, lo specchio in cui guardarsi. Dopo aver cantato tre arie, la tensione era stata sua compagna nell'attesa del verdetto. Pubblico severo, quello di Parma, ma assai caloroso quando si era trattato di premiare il giovane tenore Spagnolo, nominato vincitore all'unanimità della giuria.


José Carreras e Katia Ricciarelli


"Oh Fede Negar Potessi - Quando le Sere al Placido" (Luisa Miller) brano vincitore. Parma, 1971.


A soli 24 anni, Josep aveva provato sulla propria pelle cosa significava ricevere un premio dal proprio idolo, trovarsi davanti a colui la cui voce era stata colonna sonora della sua adolescenza e ispirazione dei suoi studi. Io non canto e non ho ricevuto nessun premio, ma ho un'idea di cosa si sente dentro in momenti come quello.

Questo è il bagliore emanato dall'alba di quel sole. Ormai non si può ammirarne che un tramonto... le cui luci, i suoni e i colori non smetteranno mai di conquistarmi.

18/09/2008

Josep T'ESTIM I T'ESTIMARÉ

Capita spesso che una casualità possa cambiarti la vita. Sul momento non ce ne si accorge, ma a posteriori si realizza che se non fosse stato per "la cosa giusta, al momento giusto, nel posto giusto" probabilmente molte cose sarebbero diverse. A quanti è capitato qualcosa di icredibile all'età di sei anni? C'è chi va al cinema con i genitori e torna a casa convinto del fatto che sarebbe diventato un cantante, e c'è chi rimane smarrita davanti a uno schieramento di tre tenori che cantano insieme, e questo è un pò quello che è successo a me, quella casualità per cui mi trovo qui adesso a scrivere.Avevo sei anni quando davanti a un telegiornale mia nonna mi aveva presentato Luciano Pavarotti, Plácido Domingo e José Carreras.

Non ricordo tutto con precisione, ma ricordo ancora quando, qualcosa come un anno dopo, in seguito a una serie di buoni voti a scuola, sarò stata in terza elementare, alla domanda di mia nonna "Cosa vuoi per regalo?" l'avevo lasciata a dir poco sbalordita rispondendole che volevo un disco dei Tre Tenori, e ricordo anche l'espressione della proprietaria del negozio di dischi, dopo aver sentito la mia richiesta.
Da allora ricordo di averli ascoltati per un pò, ma poi come un vuoto per anni, un vuoto che include anche il motivo per cui improvvisamente avevo smesso.


I miei ascolti musicali consapevoli hanno ripreso all'età di dodici anni, con un genere completamente diverso, ma indiscutibilmente apprezzabile e questi ascolti si intercalavano con le provocazioni di mia nonna come "Ma ti ricordi che da bambina ascoltavi i Tre Tenori?!" e a questo proposito, non mi spiego di come per tutti quegli anni io avessi archiviato quel fatto, come se lo volessi dimenticare a tutti i costi, ed è di questo che mi sono pentita amaramente, una volta appresa l'anno scorso la notizia della scomparsa di Luciano Pavarotti. Come un peso, un forte senso di colpa, che mi ha spinto in qualche modo a rimediare. Mi avevano commissionato un articolo di giornale, concepito come un omaggio al tenore scomparso con un approfondimento sulla figura dei Tre Tenori. Dovevo necessariamente raccogliere quante più informazioni possibili, siccome non sapevo niente. Distinguevo ancora nei miei ricordi appena quell'immagine sfocata, vista al telegiornale 13 anni prima, con Pavarotti da una parte e gli altri due spagnoli: Domingo a sinistra, alto e imponente, e Carreras in mezzo, più minuto, leggermente stempiato; e ricordavo inoltre che da piccola sostenevo che "Carreras" fosse un cognome splendido. Ripronunciandolo, un anno fa, sostenevo ancora le mie convinzioni di bambina.


Dovevo dividere i profili dei due spagnoli con un'altra persona che doveva scrivere l'articolo con me, così che la mia scelta era ricaduta proprio su Carreras. Ho avviato così la mia Odissea volta all'informazione, tra biografie, interviste, musica e concerti. Un groviglio di lingue diverse, da cui è nata la passione e il desiderio di imparare lo spagnolo.
Avrei dovuto immaginarlo, conoscendomi: non ero, e non sono il tipo che si accontenta di vedere un concerto; io lo dovevo studiare. E così che nel mio studio mi ero accorta del signore che stava in mezzo a quelle due presenze prorompenti, che nonostante il fisico più sottile, aveva un cuore che solamente cantando impediva di lasciarsi schiacciare. E più precisamente, mi ero resa conto di quanto ho affermato con questa versione di "E Lucean le Stelle"


Questa aveva risvegliato qualcosa dentro di me che mi aveva permesso di vedere oltre a un tenore dalle espressioni curiose che talvolta s'alzava in punta di piedi. Da allora è trascorso un anno e la passione è incrementata esponenzialmente, fino ad assistere a un concerto dal vivo presso i Giardini della Villa Reale di Monza, il 10 luglio 2008: vedermelo a tre metri di distanza, seduto dietro su una Bentley nera che stava parcheggiando nel cortile del Grand Hotel de la Ville, con gli occhiali da sole e la sciarpa attorno al collo (quasi 30°), totalmente estasiata, con lo sguardo incredulo e le mani sul viso, guadagnarsi il suo sorriso, e poi dopo il concerto avere l'opportunità di incontrarlo e parlare con lui in spagnolo qualche minuto, cogliendo l'occasione per regalargli un ritratto cui avevo dedicato mesi di impegno, e rimanere praticamente di pietra, mervigliata davanti a tanta cortesia e tenerezza... sono cose che lasciano un segno indelebile. Non potrò MAI dimenticarlo. Solo io posso sapere quello che sentivo dentro in quegli attimi e credetemi, per quanto favella non mi manchi, non sono ancora riuscita trovare le parole esatte per descrivere quell'emozione.

E quando a Barcellona, un mese fa, all'Espai Liceu, un commesso gentilissimo, Alex mi ha chiesto "Pero porqué Josep Carreras y no otro tenor?" io torno a rispondere: credo che ognuno senta la musica dentro di sè in maniera unica, e quando si trova una voce che canta nel modo in cui la tua anima concepisce e sente la musica, quando quella voce sente la musica nello stesso modo in cui la senti tu... allora si tratta davvero di un tesoro ineguagliabile. La voce di Carreras riflette quello che ha nell'anima, è un filo conduttore tra la sua anima e la tua, è una voce che mi prende per mano e mi porta via con sè (come non ho mancato di scrivere nella dedica del ritratto che gli ho regalato).
Riporto lo stesso esempio che avevo fatto a Alex
Adriano Celentano, noto cantante italiano, in una canzone cantava che "L'Emozione non ha voce"... io penso che casomai l'emozione avesse una voce propria, per quanto riguarda me, non avrei dubbi su quale sarebbe.





Josep: T'ESTIM I T'ESTIMARÉ

17/09/2008

Carreras apre il grande evento in memoria di Pavarotti



Il nostro Josep aprirà il concerto dedicato alla memoria di Luciano Pavarotti che si terrà a Petra, in Giordania il prossimo 12 Ottobre, giorno in cui Big Luciano avrebbe compiuto 73 anni.
L'evento è stato organizzato dalla moglie Nicoletta Mantovani e la principessa Haya, figlia del defunto Re di Giordania, amico del tenore. Sarà "Un Concerto in nome dell'Amicizia" afferma la Mantovani, cui presenzieranno quelli che ama apostrofare come "gli amici speciali di Luciano", molti dei quali lo affiancavano nei "Pavarotti & Friends"; Andrea Bocelli duetterà con molti artisti pop in modo da creare un ponte tra il mondo della lirica e la musica leggera. In scaletta i brani più amati da Luciano. Sicuramente al cast già eccezionale (Roberto Alagna, Andrea Bocelli, Angela Gheorghiu, Andrea Griminelli, Jovanotti, Cynthia Lawrence, Laura Pausini, Sting, Zucchero) si aggiungeranno altre personalità artistiche a sorpresa. Di certo la presenza di Bono degli U2 non mancherà e sarà in collegamento video con noi sul palco".
Aprirà la serata il suo "young brother" José Carreras, che come tiene a precisare la moglie di Pavarotti, ha desdetto all'ultimo i suoi impegni, per poter essere presente. Carreras aveva già tenuto un concerto a Napoli, lo scorso 7 Settembre che aveva dedicato al suo grande amico a un anno dalla sua scomparsa. Pavarotti, come racconta la moglie, amava molto celebrare il giorno del suo compleanno in compagnia della famiglia e degli amici e quindi, chi meglio di Carreras per "dare il via alle danze". Penso che da lassù, Qualcuno gradirà moltissimo e chissà che, lo sguardo di Josep non richiami alla memoria gli sguardi di intesa, i sorrisi, gli scherzi, e i gesti affettuosi che i due erano soliti scambiarsi durante i concerti dei Tre Tenori, con Plácido Domingo.


"Credo che una vita spesa nella musica sia una vita spesa bene ed è questo a cui mi sono dedicato". Queste le parole di Luciano Pavarotti, che appaiono sulla locandina di "Salute Petra", che ben riassumono il senso della vita artistica e personale dal grande tenore.

Infine Mediaset trasmetterà "Salute Petra" su Rete 4 in prima serata, poi su Iris e sul canale della televisione spagnola Telecinco. Per questa occasione si è anche mobilitata Mediafriends (la Onlus fondata da Mondatori, Mediaset e Medusa) che organizzerà una raccolta televisiva per sostenere i progetti benefici legati al concerto. I telespettatori potranno dare il loro contributo mandando un sms da telefono fisso e mobile al numero che comparirà in sovrimpressione durante il programma.

15/09/2008

Inaugurazione


Questo blog nasce così, con la stessa timidezza di questo sguardo, due occhioni scuri che in realtà nascondono una grande passione e una sconfinata voglia di vivere. In punta di piedi, quindi, propongo un blog dedicato alla figura del grande tenore José Carreras, che ormai vanta una carriera di cinquant'anni, mezzo secolo che ha visto un susseguirsi di emozioni irripetibili e momenti indimenticabili. Uno spazio volto a celebrare tutto questo, da parte di chi ha avuto l'onore e la fortuna di viverlo, come di chi l'ha sentito raccontare attraverso testimonianze, immagini, video e registrazioni, o di chi, come me, è arrivato appena in tempo per accorgersene sulla propria pelle.

Vorrei ringraziare coloro che più mi sostengono in questa impresa che porto avanti da sola, in particolare Ximo, autore di un blog di gran prestigio sull'Opera "In Fernem Land", e Teresa che mi ha suggerito di dare vita a questo blog, reduce dell'inaugurazione di quello dedicato al tenore Rolando Villazón da parte sua e delle altre "Villazonistas del Liceu". Ne approfitto per rinnovarle i miei auguri e consiglio vivamente a tutti gli appassionati di visitarlo.
In questi casi si sa: l'entusiasmo è contagioso.

Le idee ci sono, cinquant'anni per ora sono più che sufficienti per attingere a materiale di gran valore, il soggetto continua imperterrito a esprimere quello che di più puro e prezioso custodisce nell'anima ed io mi impegnerò a dipingere i sentimenti scaturiti da quegli eleganti fraseggi su queste pagine... e come ha detto qualcuno:


"Tutto il resto è passione".