29/08/2009

El Dúo de la Africana: una cara distinta en cada ocasión

El Dúo de la Africana, quante volte vi è capitato di leggere anche nei miei interventi questo titolo, questo Dúo che spesso chiude la prima o la seconda parte dei concerti di Josep Carreras e che ogni volta desta entusiasmo, divertimento e approvazione da parte di chi lo ascolta. Non so dirvi di preciso da quanto tempo Carreras lo includa nel suo repertorio, ma ho trovato anche versioni che risalgono ai tardi anni ottanta, più precisamente al 1989.

Ma cosa sarà mai questo Dúo de la Africana? Per chi capisce il testo sarà palese che si compone di due parti e che in sostanza riguarda la vicenda di un uomo aragonese, Pepito, innamorato di Antonia, una ragazza andalusa che a sua volta lo ricambia, ma che non si sa bene per quale motivo si rifiuta di fuggire con lui, chiedendogli di avere pietà di lei, del suo stato d’animo, menzionando una madre che lo sta cercando disperatamente e incitandolo di tornare da lei.


È visibilmente scossa, frastornata, scissa tra il dovere e i sentimenti, ma che riesce a far prevalere la ragione sul cuore, e per quanto lui tenti di persuaderla a seguirlo, lei rimane ferma sulle sue posizioni e rifiuta.

Questo è quanto ho capito io unicamente dal testo de questo Dúo (Comprende lo grave de mi situación) y jota (No cantes más la Africana).

Sarà opportuno ricostruire un po’ la vicenda, infatti mi sono documentata in merito: si tratta di una celebre Zarzuela musicata da Miguel Fernández Caballero con libretto di Miguel Echegaray, incentrato in una vicenda metateatrale, ovvero il teatro dentro al teatro,
in questo caso opera nella zarzuela, in cui un avaro impresario, Querubini, pretende di rappresentare l’opera “La Africaine” di Meyerbeer.



Si basa su in intreccio di relazioni sentimentali: il basso è innamorato della figlia dell’impresario, Amina, che a sua volta è innamorata del tenore, Giuseppini, che a sua volta mira alla “prima donna”, La Antonelli, il soprano, come già il celebre dúo che lo ascoltiamo spesso lascia intuire.
Il tenore durante la rappresentazione è colto dall’impresario in atteggiamenti equivoci con la moglie, per questo l’opera si interrompe causa l’ira destata in Querubini. Una seconda interruzione è dovuta per l’intervento della madre del tenore, che lo ha cercato per molto tempo, inorridita nel vedere il figlio far parte di una compagnia praticamente di dilettanti, e lo convince a seguirla: lui, non potendo convincere il soprano a lasciare il marito, accetta, e la Antonelli sviene.
Tutto ciò provoca scandalo nel teatro, che già protestava, con la prima interruzione. Nonostante tutto il tenore intende concludere quella che sarebbe la sua ultima funzione, le autorità vorrebbero trascinarli tutti in carcere ma Querubini riesce a fare in modo che la funzione si porti a termine, e così termina la zarzuela.

Tornando al Dúo y Jota, è vero che ogni brano richiede un’interpretazione che sia all’altezza, ma è indiscutibile che questo brano si mostra intransigente in quanto a interpretazione: come ho già scritto richiede l’intreccio vocale di due cantanti che, per prima cosa abbiano una competenza linguistica notevole, non spagnoli per forza ma almeno che conoscano il valore e il significato di ogni singola parola che stanno pronunciando. Possibilmente senza leggere il testo.

Voi direte “Vale per tutto”, certo: però mi è capitato di ascoltarne di versioni, a casa, dal vivo, insomma… è un brano che mi accompagna da molto tempo e che amo particolarmente.


Parlando proprio schiettamente, lo preferisco se entrambe le voci siano spagnole, o comunque di origine iberica, ovvero che conoscano bene la cultura della Zarzuela. In sostanza, cantar bene non basta, mai.


Saranno anche considerazioni gettate al vento, però, con queste componenti, il successo è praticamente garantito.

Quanti, quanti soprano hanno affiancato Carreras in questo brano e chi più e chi meno si sono mostrate all’altezza della situazione: se solo Dio mi avesse donato una voce sopranile, penso che riuscirei a rendere a livello interpretativo, senza contare che un pochettino di spagnolo lo mastico… solo nel finale non mi sento di assicurare una totale fedeltà alla parte: sì perché, sarebbe un gran sacrificio impensabile per me, dire di no in quel modo, con quell’enfasi (se il soprano è particolarmente bravo come interprete) se chi mi chiede di seguirlo porta il nome di Josep Carreras. Non so, non ci metterei la mano sul fuoco.




Adesso vi propongo una carrellata di versioni di questo grande brano, e sarete voi a votare quale versione preferite, in un sondaggio.









6. Carreras & Ruth Rosique: small parts live at Parma, 2009 (first part and last part of the video)





Come potete notare nessuna versione è uguale all'altra, nessun testo è uguale all'altro: si passa dalle versioni "serie" come quella in studio, alle parole casuali, ai bis inaspettati, ai gorgheggi stile "O sole mio, The Three Tenors, 1990", ai vari "Vente!" sussurrati e gridati.
Nessun momento divertente è uguale all'altro. A voi, votate nel sondaggio che inserirò qui in alto, avrete tempo fino alla mezzanotte di domenica 6 settembre.

26/08/2009

Aach Concert's been canceled

Il concerto che doveva svolgersi presso la città tedesca di Aach, in data 28 agosto, è stato cancellato: le motivazioni che hanno costretto l'agenzia Augsburg msp e il managment del tenore, risiedono in difficoltà e problemi di carattere tecnico-logistico inaspettati; da segnalare che tra questi fattori non incorre alcuna problematica legata alla salute di Josep Carreras, nè alla vendita dei biglietti, in quanto era previsto un pubblico di all'incirca 2500 spettatori.

L'intero costo del biglietto verrà rimborsato ai clienti tramite trasferimento bancario. Ogni possessore del biglietto riceverà l'offerta di un'entrata libera per "The Day of the Hit Song" che avrà luogo il 30 agosto.
Leggete l'articolo per ulteriori dettagli.

24/08/2009

Mediterranean Passion in Erfurt und Dresden

Mi scuso per il ritardo con cui diffondo informazioni riguardanti e concerti di Erfurt e Dresda, causa scarso reperimento di materiale, giunto anche con ritardo.

Ma andiamo con ordine:


ERFURT, 20.08.09


Non solo la stampa tedesca, ma giungono notizie anche dal Messico, patria del soprano Rebeca Olvera, che ha cantato a fianco di Carreras come a Schwerin. Carreras e Olvera uniscono il loro talento.




La stampa tedesca invece non risparmia critiche:

ltz.de

Afferma infatti che non bastano le promesse di una locandina a garantire una serata indimenticabile sotto ogni punto di vista. La voce del grande protagonista della serata, Josep Carreras, proiettata in una cornice alquanto suggestiva, e il tutto esaurito facevano pensare a qualcosa di indimenticabile, ma quanto pare, le aspettative sono stata un po' deluse, secondo quanto afferma questo articolo.

Le pecche riguardano soprattutto problemi legati all'audio, eventualità molto ricorrente purtroppo, che sembrano aver interferito con rumori e effetti "mono" la resa orchestrale della Filarmonica della Boemia del Nord, guidata da David Giménez, che ha eseguito l'overture dei Vespri Siciliani di Verdi e l'intermezzo della Cavalleria Rusticana di Mascagni.

Il repertorio proposto, come già annunciato, riguarda l'ultima esperienza discografica di Carreras, ovvero il suo Mediterranean Passion, un repertorio ideale, allo stato attuale, per Carreras che ha brillato con il suo timbro chiaro, fino agli encores, intrecciandosi perfettamente, talvolta, con il soprano Rebeca Olvera, il cui talento è stato ampiamente riconosciuto.

Un excursus iniziato con sospiri, come in Silenzio Cantatore, e drammaticità per poi risplendere potentemente.

Dopo l'intervallo la scintilla mediterranea travolge nuovamente il pubblico con O Marenariello e con il grande impegno profuso nell'interpretazione di Passione.

Contestato anche il livello di comprensibilità del testo di Lippen Schweigen, d'altronde sarebbe cosa saggia dosare le proprie pretese, trovandosi di fronte a due "hispanohablantes".

Una carenza abbondantemente compensata dalla ricchezza di brani iberici e italiani, in questo Mediterranean Passion, che hanno consentito una dizione prossima alla perfezione, fino a culminare del Dúo de la Africana, che si sa: deve, DEVE essere interpretato da due persone che sanno cosa stanno cantando, altrimenti ne risente la resa interpretativa e anche (scusatemi, sono di parte come studentessa di Lingue) quella linguistica.

Il pubblico non ha risparmiato ovazioni e i consueti Bravo, nonostante, come conclude l'articolo, la facciata della cattedrale si sia arrossata per la vergogna. Vergogna per cosa, per una supporto audio non all'altezza?

DRESDEN 22.08.09

sz-online.de

Non molto diversa la review del concerto di Dresda di sabato.

Diversa, ma ugualmente suggestiva cornice, stessi protagonisti, stesso programma, un grandissimo afflusso di persone, ma nuovamente un supporto audio insufficiente.

L'articolo però non si risparmia sugli elogi rivolti al tenore, che con grande sapienza artistica ha saputo ancora una volta risvegliare l'entusiasmo e una sana emotività nel pubblico lì seduto ad ascoltare: un artista profondamente stimato non solo per il prestigio artistico che detiene, ma anche per il coraggio con cui ha superato una malattia che allora non lasciava molte speranze, e per il suo costante impegno nella causa contro la leucemia.

La presenza di Rebeca Olvera ha garantito quel plus a questa serata, con la sua notevole voce, il fascino delle movenze e l'ottima dizione: che non abbiano cantato Lippen Schweigen stavolta? - perdonate la vena ironica che spesso non riesco a trattenere -

Nessuna riflessione oltre all'obbligatoria menzione dell'orchestra della Boemia del Nord, e del direttore David Giménez, ma una particolare riflessione su questo programma rievocatore d'atmosfere mediterranee, un repertorio cui Carreras è molto affezionato, melodie che da sempre gli appartengono intrecci vocali e orchestrali, melodie emozionanti, un impatto sempre gentile tra sussurro e potenza, brani lirici che si toccano, e sussurri e singhiozzi ogni volta efficaci.

Un programma che però, secondo quest'articolo, era carente di drammaticità, di tensione, di accenti sostanziali, musicalmente interessanti.

Come già accennto, voci e orchestra suonavano innaturali, causa un inefficiente impianto audio, e come se non bastasse, il rumore di un generatore diesel rimbombava sulle mura del castello, completamente ostruito dal palco scenico. Peccato - conclude l'articolo.

VIELEN DANK, CHRISTINA!!! (thanks for giving me some help in this extremely hard translation!)

20/08/2009

Konzert in Schwerin: einer Mittelmeer-Abend

E sotto il cielo che sovrastava il Castello della città di Schwerin, nord della Germania, la stella che più d'ogni altra brillava la sera di martedì era proprio Josep Carreras, che si è esibito in questa meravigliosa cornice proponendo per lo più il repertorio del suo ultimo album, Mediterranean Passion, affiancato da Rebeca Olvera e dal nipote, direttore d'orchestra David Giménez che guidava l'Orchestra Filarmonica della Boemia del Nord.



Le brezze della nativa Catalunya e dell'Italia, emanate dalle melodie nascenti dalla voce di Carreras, rendevano l'atmosfera di questa serata quasi mediterranea, fin dal primissimo inizio con il brano orchestrale, l'Overture dei Vespri Siciliani di Verdi, eseguita impeccabilmente, nonostante qualche problema di carattere acustico, che non ha risparmiato nemmeno i brani cantati dal tenore che, ad ogni modo ha saputo incantare le quasi 3000 persone incantate nel contemplare la fusione della sua voce nell'atmosfera che evocava il Mediterraneo: più di due ore di entusiasmo per un pubblico che fin dal primo istante si è rallegrato e non è riuscito a desistere ai divieti di fotografare, tentando qualche scatto celato dal buio delle file delle sedie.

La stampa, di Carreras tratteggia questo profilo composto, esile, grigio (sarà per i capelli e la carnagione un pò pallida?) avvolto nel suo frac nero, volto ad intrecciare l'espressività del fraseggio con i gesti che accompagnavano i testi dei brani che interpretava.


Impeccabile il soprano che con lui divideva il palco, la Messicana Rebeca Olvera, che tra l'altro ha offerto una notevole interpretazione dell'operetta di Johann Strauss II Die Fledermaus, ma in particolare, una massiccia dose di elogi viene indirizzata a David Giménez, che per tutto il concerto non ha avuto bisogno dell'ausilio di spartiti, dirigendo a memoria e non distogliendo mai lo sguardo dai cantanti, di modo da guidare l'orchestra magistralmente, adattando la musica all'interpretazione che le voci offrivano.

A guarnire tutto ciò, quattro encores e grandi e lunghe ovazioni di approvazione.




bildmaschine.de (photo press)


E stasera si replica a Erfurt!

19/08/2009

Let's give shape to 15th edition of José Carreras Gala

Per la quindicesima edizione del José Carreras Gala, che si terrà a Lipsia (Leipzig) il 17 Dicembre trasmessa in diretta dalla televisione tedesca Das Erste, ARD, Josep Carreras, in segno di gratitudine ai suoi fedeli telespettatori, offre l'opportunità contribuire per dare forma alla Gala, concedendoci esprimere 15 preferenze musicali, che verranno prese in considerazione per costituire il programma.

È necessario andare sul sito mdr.de per compilare il modulo da inviare con le proprie preferenze.

Carreras ha anche registrato un video in cui (credo) esponga personalmente quanto detto sopra.

Cogliamo l'opportunità di delineare il programma del José Carreras Gala!

Brief summary in English: Josep Carreras'd like to thank his audience offering the opportunity to give shape to the musical program of the show: everyone can send the requests by filling the gapes below in this page mdr.de: they can be taken into consideration, as for the first time, this year, the aim is to fulfill the desires of the audience. In the same page we can watch a video in which Josep explains this.

Let's take this opportunity!

Gestalten Sie die 15. José Carreras-Gala mit!

18/08/2009

Sommer-Tour in Deutschland: heute Abend in Schwerin

Inizia ufficialmente stasera il tour estivo in Germania, con la prima data a Schwerin, uno dei luoghi più suggestivi della Germania settentrionale, per il Alten Garten, Schlossfestspiele.
Una location, per l'appunto, d'eccezione, con a sinistra, il Museo Nazionale di Schwerin, sullo sfondo, l'isola verde con il Castello di Schwerin e nella parte posteriore il Mecklenburgische Staatstheater, teatro di stato.

Tutto questo più l'Orchestra Filarmonica della Boemia del Nord sotto la bacchetta del Maestro David Giménez, la voce del soprano Rebecca Olvera, più il grande protagonista che porta il nome di Josep Carreras, garantisce la qualità e una notte indimenticabile per il pubblico tedesco.

Nei giorni scorsi il nostro tenore ha fatto un'intervista che tocca diversi punti, primo fra tutti i segreto della determinazione e della volontà di continuare ancora con alle spalle una gloriosa carriera si ritrova nell'amore per il proprio mestiere, l'amore di cantare su un palco, la gratitudine per questa fortuna, e la collezione di esperienze che lo legano al suo pubblico, con cui ama dialogare, nonostante la comprensibile dose di nervosismo che lo coglie prima di un concerto.

Solo amore e passione, voglia di continuare: non importa con quali progetti, perchè è quella la vera fortuna... continuare a poter fare ciò che più si ama. Ogni occasione è affrontata di petto, con la massima disciplina e con una impeccabile accuratezza nella scelta del programma.



Sono diversi -dice- i criteri per la scelta dei luoghi che ospitano l'evento: l'essenziale è dare il meglio di sè, sempre, anche se ovviamente non tutte le sere possono essere uguali; di certo anche la sede è importante, è tangibile quando si instaura una buona armonia con il pubblico, ed inoltre, soprattutto per i concerti all'aperto è importante l'illuminazione e le caratteristiche del palco stesso.

Presenze quasi contemporanee quelle a Schwerin, Erfurt e Dresda: quest'ultima è una città molto amata da Carreras, il quale racconta di aver visitato in passato il castello Pillnitz e di averlo trovato ideale come sede di un concerto; il Schweriner Schlossfestspiele gode di un'ottima fama e di dintorni davvero incantevoli, mentre di Erfurt era rimasto molto colpito delle immagini del Domstufen: tre luoghi fantastici, uniti da una sola voce.
Ancora con David Giménez, gli viene domandato. Senz'altro, si tratta del nipote, con cui ha instaurato anche una grande intesa in ambito professionale, e collezionato esperienze memorabili. Ben venga David Giménez!

Josep si augura di collezionare un'altra magnifica esperienza, e anche noi auguriamo lo stesso a lui e al pubblico che con lui vivrà ore piene d'emozione.

14/08/2009

Josep ha cantato alla Scala per la Moda Italiana, 10.10.1991

Devo ammettere che non sapevo nulla di questo recital che Josep ha offerto al Teatro Alla Scala di Milano il 10 ottobre 1991, assolutamente. L'occasione è stata la Fiera per la Moda Italiana, e infatti, nella trasmissione RAI si alternano a spezzoni del recital interviste con alcune tra le più grandi icone della moda italiana, stilisti come Trussardi, il duo Missoni, Versace, Krizia, per citare dei nomi.

Una serata che ha protagonista La Moda Italiana, ma una serata che pone al centro dell'attenzione il Palco della Scala, un pianoforte suonato da un giovanissimo Lorenzo Bavaj e la voce di Carreras.

Youtube ha messo a disposizione alcuni video, non so se si tratta della totalità del recital, ma meglio di niente, no? Possiamo vedere un Carreras in forma, che instaura una grande armonia con le mura della Scala, un teatro che lo ha ospitato spesso, fin dagli inizi della sua carriera, un'armonia che si mantiene quasi 20 anni dopo, nel 1991, un'armonia che contrasta e vince sull'austerità emanata dalla grande tradizione operistica che detiene questo teatro, icona italiana per l'opera internazionale.

I brani offerti designano quello che era il repertorio per recital di allora, con L'Ultima Canzone, Non t'amo più, Mattinata, Torna a Surriento, Del Cabello más sutil, Intima, Core 'ngrato e Granada.

A tutti, buona visione.








11/08/2009

Concert al Auditori Josep Carreras de Vila Seca: info tickets

Com'è già stato annunciato, il 15 settembre, presso l'Auditorio Josep Carreras di Vila Seca, Tarragona, Catalunya, Josep Carreras terrà un concerto che ricreerà un'atmosfera estremamente "familiare".

Non solo sarà affiancato, come spesso succede, dal direttore David Giménez Carreras, ma uno dei cantanti che saranno a suo fianco sarà proprio il tenore lirico Sergi Giménez Carreras, che nel suo repertorio di cantante d'opera colleziona diversi ruoli. Una famiglia in cui il talento rientra nel DNA!

A completare il quadro ci sarà il soprano Pilar Jurado, che da tempo, annunciava questo concerto nella sua pagina di MySpace.

La data è stata annunciata anche nel sito ufficiale di David Giménez, che dirigerà l'Orquestra del Acadèmia del Liceu (click to view David Giménez official website) e l'incasso del concerto sarà totalmente devoluto alla Fundació Internacional Josep Carreras.

I biglietti sono disponibili da ieri, 10 agosto: per effettuare l'acquisto online (here) o via telefono, è necessario utilizzare una carta di credito spagnola.

Gli acquisti da effettuarsi con carta di credito di un altro paese dovranno realizzarsi in Spagna, presso uno sportello SERVICAIXA. (If your credit card is not a spanish one, you're supposed to buy the tickets in Spain, in a ServiCaixa ATM).

Grazie Maria per l'informazione.

06/08/2009

Miquel Ortega estrena su ópera "La Casa de Bernarda Alba": la primera versión en Español

Non è la prima volta che in questo blog si nomina il direttore Miquel Ortega, visto che la collaborazione con Josep Carreras si mantiene con una certa ricorrenza.


E’ la prima volta, però, che lo si nomina in qualità di compositore: mancano pochi giorni, infatti, alla prima dell’opera da lui musicata e con libretto di Julio Ramos (Bruno Bruch), La Casa de Bernarda Alba, uno scritto emblematico che porta la firma del grande autore spagnolo Federico Garcia Lorca, che verrà presentata questo sabato, 8 Agosto presso il Festival di Santander, e due giorni più tardi, 10 Agosto, al Festival di Peralada, in Catalogna.



Lo spettacolo conta con la direzione scenica d’alto livello di Román Calleja, con interpreti della lirica, tra i quali Montserrat Martí, figlia della divina Montserrat Caballé e del tenore Bernabé Martí come Adela, Raquel Píerotti, nel ruolo protagonista di Bernarda Alba, nel ruolo di Poncia Marina Rodríguez Cusí, Angustias sarà Hasmik Nahapetyan, moglie di Ortega, Magdalena la interpreterá Marina Pardo, Amaelia sarà Maria Fé Nogales e la attrice Vicky Peña sarà Josefa, la madre ottantenne di Bernarda Alba.

Sarà lo stesso Ortega a dirigere l’Orchestra Sinfonica dell’Opera Nazionale di Lituania. e il Coro Lírico de Cantabria, sarà diretto da Esteban Sánz.
L’opera era già andata in scena nel 2007 in Romania, nonostante la precarietà, ma Miquel Ortega considera che sia questa la “prima” a tutti gli effetti, quella ufficiale che rispecchia la sua creazione come l’ha sempre concepita, senza contare che la sua intenzione originaria era che la sua opera entrasse in scena per la prima volta in suolo spagnolo.
Verrà rappresentata in tre atti, eseguiti tutti di seguito, per un totale di un’ora e 40 minuti, un tempo più che sostenibile, molto simile a quello di un comune film.
Lo spettacolo avrà luogo in una scena bianca, come lo descrive Lorca nella sua opera, con alte pareti che possono essere quelle di una casa, di un labirinto o una prigione da cui nessuno può scappare.
Il tempo è segnato da un'illuminazione che si oscura nei momenti drammatici, e i costumi saranno scuri, fatta eccezione di quello verde di Adela.
Il dramma ha luogo nella Casa di Bernarda, uno spazio chiuso, sede della sofferenza imposta da una madre a cinque figlie, vittime di una lunga e rigida esclusione.

Un testo di teatro che ha affascinato tanti, compreso il compositore catalano che, fin dall’età di 13 anni, tra queste pagine di Lorca vedeva una la musica, una musica che non esitò a mettere su carta: una partitura un po’ acerba, quella di allora, ma che senza dubbio si rivelò utile per prendere confidenza con l’arte della composizione.
La vera partitura è nata nell’arco di tempo compreso tra il 1991 e il 1999, e l’orchestrazione è giunta al termine nel 2006: un progetto sviluppato con calma, in quanto l’attività di direttore d’orchestra si è sempre mostrata molto esigente in termini di tempo.






C’era musica, dietro ogni personaggio, una musica che Ortega ha tentato di tirare fuori, entando di rispettare più possibili le intenzioni di Lorca, e ogni personaggio ha ricevuto un trattamento musicale peculiare: una certa durezza musicale caratterizza il personaggio principale di Bernarda Alba, interpretato dall’uruguaiana Raquel Píerotti, un’anima angosciata che non può fare a meno di influenzare le figlie con i suoi stati d’animo; d’altro canto le figlie, Adela (Montserrat Martí, che afferma di provare un certo entusiasmo nell'affrontare una sfida nuova, che non ha niente a che vedere con quanto è solita fare) e Poncia sono state trattate con maggior delicatezza, forse anche per i momenti più “golosi” in cui compaiono nella scena.

La vera lotta, ribadisce il maestro, è stata quella di fare in modo che la sua partitura “parlasse” come il testo di Lorca.

Una scelta coraggiosa, quella del Maestro Ortega, perché come è ben noto, esistono diverse versioni in lirica di questo scritto di Garcia Lorca, ma la sua si colloca in un posto di un certo privilegio, in quanto prima versione in lingua spagnola.

Ma non è l’unica opera da lui scritta. Nato a Barcellona nel febbraio 1963, il Maestro Ortega, come racconta, ha cominciato a scrivere musica molto prima di studiare direzione e di svolgere la sua attività di direttore d’orchestra: tra i lavori che reputa fondamentali per la sua attività di compositore ne cita alcuni scritti durante l’adolescenza, come El Dret Patern (Il diritto paterno), opera buffa in un atto, El Somni de Nadal, opera per bambini in un atto, El Fillol de la Mort, opera con prologo, due atti, ed epilogo che il maestro vorrebbe revisionare, in quanto confida nelle possibilità di quest’opera. In seguito cita Itxaropena che insieme ad un seguito scritto più tardi, La Poza, verrà a costituire un’unica opera in due atti dal titolo generico di “El Puente”, ovviamente Titus Andronicus", opera en 2 atti sul testo originale inglese di William Shakespeare, adattato dallo stesso Ortega, e "El caballero de Olmedo" opera in due atti basata sull’opera omonima di Lope de Vega, con libretto di Pau Guix.

Ci sono altri progetti, altra carne al fuoco, di cui Ortega preferisce non anticipare niente prima della loro realizzazione concreta, ma al di là dell’opera, nel 2010 ci sarà la prima del suo balletto con voci, Bestiario, al Teatro Real, e poi si trasferirà a Oviedo e Bilbao, e non si esclude il Liceu di Barcellona... e nel 2011 tocca alla sua zarzuela comica, dal titolo provvisorio di La Campana de Gràcia che coprodurranno il Teatro Español di Madrid e il Teatro Arriaga di Bilbao, per non parlare di una sinfonia e di un concerto per chitarra e strumenti a corda.

A poco tempo che lo separa dalla prima, Miquel Ortega non nasconde il suo nervosismo: ma è un sentimento inevitabile che accompagna la consapevolezza e la coscienza.

Un sentito in Bocca al Lupo al Maestro Miquel Ortega, sia per la notte di sabato, 8 Agosto, a Santander, sia per quella di Lunedì 10 a Peralada: e chissà che tra il pubblico non ci siano presenze di un certo tenore...(it's a joke!: in italian this expression is used to say "a presence of a certain prestige, of high level!").
In ogni caso non sappiamo. Presenze più probabili, credo, saranno quelle di Montserrat Caballé e Bernabé Martí, visto che la figlia interpreta un ruolo protagonista.
ENHORABONA!
ELS MILLORS DESITJOS PER UN ÈXIT QUE ES MEREIX TOT!

04/08/2009

"Dolça Catalunya, Patria del meu Cor": gran èxit del Josep a Cap Roig

Josep Carreras colleziona grandi successi praticamente ogni volta che offre un concerto, ma emotivamente un successo di questo tipo, nella propria patria, credo che ognuno lo vivrebbe in modo ancora più speciale.

E' il caso della sua partecipazione al Festival dels Jardins de Cap Roig, presso Calella de Palafrugell, in Catalunya, affiancato dalla soprano valenciana Isabel Rey, dalla Simfònica del Vallès diretta da David Giménez, dal Cor de Cambra del Palau de la Música: una ricetta speciale per una serata indimenticabile.


Sette volte David Giménez ha fatto cenno con le mani dei numeri dei brani da eseguire dopo la seconda parte del concerto e infatti sono stati ben sette, gli encores che hanno messo in piedi duemila persone, un pubblico scelto, costituito dal pubblico di sempre, i fedeli fan catalani, gli amici... un gruppo scelto, che sa bene come farti sentire a casa.


Ecco gli articoli che riportano l'evento:


lavanguardia.es (spanish)

lavanguardia.es (spanish)

lavanguardia.es (spanish)


gironainfo.cat (catalan)

elperiodico.com (spanish)

avui.cat (catalan)

FOTO:




Il preludio de La Revoltosa apre le danze per consentire al tenore, che non indossava il frac, un percorso che tocca l'argentino Gardel con Lejana Tierra Mia, e successivamente Les neus de les muntanyes della zarzuela Cançó d’amor i de guerra e Ya mis horas felices de La del soto del parral, per poi lasciare spazio al soprano Isabel Rey che ha fatto il suo ingresso con uno splendido abito lilla che rimarcava la sua notevole presenza scenica, e che ha mostrato lo straordinario valore che la distingue con La canción de Paloma de El barberillo de Lavapiés.

Dopo l'intermezzo de La Boda de Luis Alonso, i due cantanti si sono dati la mano nel Dúo de la africana, applauditissima dal pubblico, divertito dalla giocosità dei versi.

I momenti di gloria non risparmiano nemmeno il Cor de Cambra del Palau, che emerge con splendore con Carnevale di Venezia e I gondolieri, di Rossini, per poi concedere spazio all'omaggio all'Italia e alla tradizione Napoletana, un repertorio che Carreras ha sempre cantato con passione... ed è il brano omonimo "Passione" che Josep dedica al suo collega ed amico, il tenore Jaume Aragall, seduto in quattordicesima fila da cui giunge un "Gràcies Josep" al termine del brano.

Dopo Silenzio Cantatore e Pecché, Isabel Rey da il cambio al tenore con Lu Cardillo, e in successione la Rey con Mattinata e Carreras con una graditissima Core 'ngrato hanno seguito il sublime intermezzo della Cavalleria Rusticana di Mascagni.


Tra i sette encores troviamo l'opera con il Faust di Gounod e il Gianni Schicchi con la celebre "O mio babbino caro", come l'immancabile Brindisi della Traviata, anche se in vero è stata la chiusura con L'Emigrant che ha inevitabilmente commosso il pubblico catalano che si stringeva attorno al miracolo conterraneo della voce di Josep Carreras.


Le talvolta notevoli raffiche di vento hanno saputo portare rispetto alla grande serata a Calella de Palafrugell, non intaccandone la straordinaria riuscita, anche se Josep, con un'immancabile buona dose di umorismo ha fatto notare verso la fine che di solito venivano cosegnati dei fiori, "mentre adesso non ci sono", suscitando risate da parte del pubblico che ha inteso.

Ma i fiori, come riporta La Vanguardia, alla fine del concerto non sono mancati per nessuno, fatta eccezione della prima violinista, per cui Carreras, con la sua galanteria di sempre, ha sacrificato una fiore bianco del suo mazzo, servendosi dell'aiuto di Isabel Rey per estrarlo.


Anche il nipote del tenore, David Giménez non è stato esente da elogi, addirittura ha ricevuto complimenti dal pubblico femminile per il suo portamento.





Al termine Josep, avvolto nella sua sciarpa bianca per proteggersi dal vento, si congeda da amici e ammiratori con calde strette di mano, lasciando dietro di sé la scia di un'altra serata indimenticabile per la sua eterna collezione, un'altra scia... a strisce gialle e rosse.

03/08/2009

"El Tenor de los Tenores" encanta en Santarém

"Il tenore dei tenori", "un uomo che è patrimonio dell'umanità", queste sono state le parole spese per definire Josep Carreras che, come già sapevamo, ha dato un concerto in Santarém, Portogallo, presso l'antica Escola Prática de Cavalaria: al contrario di quanto affermano alcuni articoli, non si tratta di un'unica data portoghese, in quanto circa un mese fa il tenore aveva già cantato a Porto.


Il concerto è preceduto da una conferenza stampa in cui il tenore dichiara di non aver ancora pianificato alcun ultimo tour di concerti, che non sa con certezza quando smetterà di cantare e che ha intenzione di continuare con la sua attività ancora per qualche anno, e per "qualche" non intende "molti".

La conferenza tocca anche altri argomenti, quali lo sport e la salute: "niente domande su Cristiano Ronaldo" dice mettendo le mani avanti, poichè da fan incallito del Barça, ovviamente il miglior calcio al mondo lo vede nei piedi miracolosi del giovane argentino Lionel Messi.

A 62 anni, Carreras afferma di godere di ottima salute, di svolgere un'attività concertistica che verte circa su 50 concerti l'anno, qualcosa che gli regala energia en entusiasmo da investire sulla sua Fondazione Internazionale contro la Leucemia, di cui ricopre la carica di Presidente Esecutivo: tiene molto a seguire personalmente la quotidianità della Fondazione, con l'obiettivo centrale di aiutare chi sta soffrendo.

Per quanto riguarda il concerto, Josep ha cantato con il soprano Isabel Alcobia, con cui già aveva duettato nella data di Porto, una cantante con cui ha instaurato una buona intesa.
Come cornice la Orquestra Filarmónica das Beiras diretta da David Giménez.

Un repertorio studiato per essere eseguito all'aria aperta, che verte su operetta, zarzuela, musica catalana, italiana e napoletana, un repertorio che ha generato un'ovazione di quasi 7000 persone.
Il programma intero lo ha segnalato Maria, nei commenti del post precedente a questo.

Carreras è risultato in gran forma, di ottimo splendore, uno scrigno d'emozioni che hanno investito tutto il pubblico... come sempre.
Di grande impatto anche il soprano, Isabel Alcobia, che ha cantato la famosa aria dell'opera Romeo et Juliette di Gounod, Je veux vivre, Les Filles de Cadix di Delibes, Mein Herr Marquis, dall'operetta Die Fledermaus, di Johann Strauss e come sorpresa per il pubblico di Santarém, Canção do Mar, di Frederico de Brito/ Ferrer Trindade.

La seconda parte ha visto vari duo come Lieppen Schweigen, dall'operetta Die Lustige Witwe, di Franz Lehar, e Dúo y Jota, dalla zarzuela El Duo de la Africana, di Manuel F. Caballero.
Tra i bis: una Granada che ha scatenato il pieno delirio!
Ecco alcuni video della serata: