31/12/2009

Georgia: New Year's coming celebration with Josep Carreras

E chi lo ferma più? Josep Carreras non fa eccezione nemmeno nella notte di San Silvestro, ovvero quella del 31 Dicembre, quella in cui la maggior parte delle persone sono sedute attorno a un tavolo a condividere coni propri cari, o con gli amici, l'arrivo del nuovo anno.


rustavi2.com (30/12)

rustavi2.com (31/12)


È una notizia fresca, che ci ha un po' sorpreso, ma ad ogni modo, siamo sempre con lui: il nostro tenore stasera prenderà parte in un grande show che avrà luogo nella Piazza Europa di Batumi, città della Georgia, insieme a tantissimi altri artisti. Nello specifico si esibirà a fianco di un famoso cantante d'opera georgiano Nino Surguladze.


È giunto ieri in Georgia, dove, come si vede nel video che segue, ha incontrato il Presidente del paese nella città di Batumi, dove il tenore soggiornerà due giorni, per poi probabilmente ripartire alla volta della Cina, dove dovrebbe cantare a Pechino sabato 2 Gennaio, nel caso in ci la data sia confermata.







Beh, che dire? Fortunati coloro che avranno la straordinaria opportunità di chiudere il 2009 con la voce di Josep Carreras. Per tutti gli altri, spero che la fortuna, la salute, la gioia, l'amore e la serenità possa non mancare anche in questo nuovo anno 2010.

Speriamo che sia anche un anno in cui ogni giorno ci porti più vicini all'obiettivo perseguito dalla Fundación Carreras, ovvero che la Leucemia sia curabile per tutti e in ogni caso.

Josep, voldria desitjar-li un 2010 ple de joia i somriures, amb la seguretat que en aquest any nou ens regalerá mil i mil emocions increïbles! Altra vegada... moltissimes gràcies!

24/12/2009

Todo lo mágico de la Navidad en el Palau con Josep Carreras y Kiri Te Kanawa

PALAU DE LA MÚSICA CATALANA

DIMARTS 22 DE DESEMBRE

CONCERT DE NADAL

lavanguardia.es (pay to read)

elperiodico.com






Siamo tornati, e non avremmo voluto. Daniele ed io saremmo rimasti a Barcelona, ospiti di una città che ci faceva sentire come a casa nostra, e che ci ha regalato emozioni incredibili. Ma questo non vuole essere un resoconto dettagliato di tutti i quattro giorni, bensì dei momenti legati al concerto di Natale presso il Palau de la Música, evento che tutti noi stavamo aspettando con ansia. Alcuni di noi avevano avuto l’opportunità di vedere brevemente il nostro Josep lunedì sera, quando alle ore 21 al Palau avrebbero dovuto esserci le prove generali con coro, orchestra e i solisti.


Il Sr. Carreras è arrivato a piedi, come la più comune delle persone, e nutro un certo orgoglio per il fatto che sono stata la prima a riconoscerlo, ad esclamare “Eccolo! Eccolo! È lui!”, ma allo stesso tempo senza fare un passo nella sua direzione, dal momento in cui andava visibilmente di fretta, oltre ad essere, come ha affermato lui stesso, molto raffreddato. Se non mi sono avvicinata non è stato certo per il timore di essere contagiata, certamente no. Ma il grande rispetto, ed il timore di arrecargli anche il minimo fastidio mi hanno irrigidita e bloccata nella mia posizione anche dopo, all’uscita, visto che anche a una distanza di pochi centimetri, non sono stata in grado di dirgli una parola. L’emozione gioca brutti scherzi eh? Strano, però! Proprio io che a Monza ero passata dietro al Palco senza chiedere permesso a nessuno, che a Parma mi ero imposta davanti a tutto il pubblico… stavolta non sono riuscita ad aprire bocca. Si sarebbe riscattata la Luvi il giorno successivo?

Siamo arrivati in Taxi al Palau, consapevoli del fatto che Josep si sentiva leggermente peggio rispetto al giorno prima e di tutto ciò che ne sarebbe conseguito. Forse non è stato il taxi ad accompagnarmi al Palau, ma un netto stato di tensione.
Fatto il nostro ingresso nel bar del Palau, insieme a Maria Teresa, in breve tempo saremmo stati invasi da un gran numero di persone amiche che avrebbero condiviso con noi momenti indimenticabili, tra cui Carlos, Tosca, Teresa, e poi Xavier, Maria, Brigitte, Anna… tante, tantissime persone! Spagnolo, Catalano, Italiano… tutte queste lingue caratterizzavano i miei discorsi.


Al suonare della campana sapevamo che ognuno avrebbe dovuto raggiungere il proprio posto, e così abbiamo fatto. Il Palau era spettacolare, da togliere il fiato in tutto il suo splendore, e noi, Daniele ed io, vedevamo che si stava gremendo progressivamente. In prima fila in platea si vedeva chiaramente la famiglia, il fratello Albert con la moglie, il figlio Albert con la moglie Ingrid, e la figlia Júlia, in dolce attesa, con il marito.


Praticamente pieno, il Palau si accingeva ad ospitare il tradizionale evento prima delle feste natalizie. Spazio all’Orquestra Simfònica del Vallès che piano, piano faceva il proprio ingresso sul palco: gli applausi si sono intensificati con l’entrata del direttore, il Maestro David Giménez Carreras, che si sarebbe apprestato a guidare la brillante esecuzione dell’Overture delle Nozze di Figaro. Gli applausi che premiavano il rendimento straordinario dell’orchestra, marcato a fuoco dalla bacchetta di David Giménez si sono ulteriormente intensificati con l’ingresso dell’artista che ha reso tradizionale quest’evento, il tenore di casa, Josep Carreras.

Era il momento che aspettavo tanto: potergli applaudire di tutto cuore nella sua patria. Già il Sole dal Gange è stato il brano di apertura, un brano per così dire di riscaldamento cui è seguito Plaisir d’Amour, per poi lasciare spazio al grande soprano Kiri Te Kanawa, avvolta da un elegantissimo cappotto bianco che le copriva l’abito, che ha deliziato il pubblico con tre brani di Händel, in ordine “Piangerò la morte mia”, “Care Salve” e la celebre “Lascia ch’io pianga”, che è stata preceduta da un’emozionante Panis Angelicus cantata da Carreras. L’emozione si faceva sempre più viva, gli applausi sempre più accorati e dall’alto piovevano i primi “Bravo” e “Brava”. È il turno dell’Orfeó Català, uno splendido coro che con il brano mozartiano Ave Verum Corpus ha reso l’atmosfera ancora più suggestiva.


La prima parte si è chiusa con l’esecuzione da parte di entrambi i due cantanti del celebre brano tradizionale Adeste Fideles, in latino e in inglese, una prima chiusura che personalmente ha reso la mia emotività ancora più vulnerabile facendomi rigare le guance con le prime lacrime della serata, lacrime pregne di viva, vivissima emozione.
Abbiamo raggiunto el segón pis, il secondo piano, ed io avevo ancora gli occhi lucidi. Era meraviglioso poter commentare, tra i vari gesti d’affetto, quanto appena visto e ascoltato con amici che avevano condiviso più o meno le stesse emozioni. Altrettanto interessante e piacevole è stato allargare le conoscenze conversando con persone nuove.

La seconda parte non ha tardato ad iniziare: la riapertura è stata affidata all’Orfeó Català con quattro celebri brani della tradizione natalizia catalana come Les dotze van tocant, L’àngel i els pastors e El Noi de la Mare, e per ultima El Rústec Villancet di Lluís Maria Millet. Successivamente ha fatto il suo rientro Dame Kiri con una toccante Ave Maria di Bach – Gounod, per poi ritornare alla catalanità di fondo con Josep Carreras e la sua Pregària. I due cantanti si sono alternati ancora una volta: il soprano con una inaspettata versione inglese di La Virgen lava Pañales, ed il tenore con la tipica The little Drummer Boy, eseguita con grande vigore. Di nuovo la Simfònica del Vallès con una gradevolissima Overture del Der Zigeunerbaron di Johann Strauss II, un’esecuzione estremamente convincente, in cui David Giménez ha mostrato tutta la sua espressività.
Una chiusura dolce e nel pieno dell’atmosfera natalizia con O Holy Night e White Christmas, in cui sia Josep Carreras, sia Kiri Te Kanawa hanno scatenato un turbine di emozioni che ha invaso il Palau per intero. Tra la chiusura della seconda parte e l’inizio dell’ultima, quella riservata agli encores, gli artisti si sono guadagnati una qualtità inestimabile di applausi, e con loro anche la OSV e l’Orfeó, cui Carreras, con un gesto patriottico, ha mostrato un cartoncino (che teneva in tasca) con le strisce gialle e rosse, simbolo della bandiera catalana.


Quattro sono stati gli encores: Carreras con I’ll be home for Christmas insiste ad alimentare l’atmosfera natalizia, che da lì a poco si sarebbe presa una piccola pausa con la interpretazione dell’aria pucciniana di O mio babbino caro, da parte della Te Kanawa, e di un tuffo nei ricordi di un lontano West Side Story, con il brano Tonight, eseguito da entrambi, e conclusosi con la finezza del la bemolle in piano... da brividi! Immancabile conclusione, stavolta quella vera, con l’immancabile Silent Night, o per meglio dire, Santa Nit che, davvero, ha scaldato i cuori di tutti, e mi ha fatto piangere d’emozione per la seconda volta. E ripeto: non sono una che piange spesso. Ma era qualcosa di così forte, di così magico che mi ha letteralmente conquistata.
L’ultimo eterno applauso per il bellissimo concerto, prima di scaraventarci giù dalle scale (passatemi il termine, vi garantisco che non è un’esagerazione), per raggiungere la porta a sinistra della platea che porta ai camerini, in quanto alcune voci affermavano con sicurezza che con un attimo di attesa, gli artisti avrebbero concesso al pubblico che li attendeva la loro attenzione.

Le lacrime ormai s’erano asciugate ed in me albergava solo una forte tensione: eravamo circondati dai familiari e dagli amici più intimi del tenore, ed in me cresceva la sicurezza che non ci avrebbero mai permesso di entrare da quella porta.

Dentro il Palau faceva estremamente caldo, così che, di fronte all’impossibilità di accedere ai camerini, siamo fuggiti fuori, facendo il giro, ed io non ho nemmeno avuto il tempo di vestirmi. Era il 22 dicembre, era notte, ed io ero praticamente vestita come per un tiepido settembre, ma non sentivo freddo, non sentivo niente, assolutamente niente. Era quella tensione che solo l’emozione sa creare che comandava ogni mio pensiero, ogni mio movimento. Mi sentivo estremamente appoggiata dalla presenza di tutti gli amici che erano intorno a me e che mi incoraggiavano affettuosamente: tutto questo mi ha dato la forza, e… diciamolo pure, la faccia tosta per ribaltare la situazione della sera prima. Una lunga attesa è stata scandita da tre traguardi: l’incontro con Dame Kiri che gentilmente mi ha concesso l’autografo è stato il primo, e devo dire che ero particolarmente contenta, non solo perché la stimo molto come artista, ma anche perché sono riuscita a scambiare qualche parola in inglese con notevole disinvoltura, così da non sentirmi una studentessa di Lingue fallita.


Il cammino per il secondo traguardo mi è stato segnato dall’intervento di Daniele che, come da tempo desiderava, è riuscito ad ottenere l’autografo da David Giménez, cui è particolarmente affezionato, artisticamente parlando. Senza pensarci due volte sono corsa anche io a chiedere un autografo, che con estrema gentilezza e affabilità mi è stato concesso. David si è mostrato particolarmente ben disposto nei nostri confronti e se posso permettermi, anche un po’ sorpreso: forse non sarà particolarmente abituato a firmare autografi come suo zio, ma è indubbiamente un artista dotato di grande talento nel suo campo, serio ed espressivo, e sono molto felice di essere riuscita a dirglielo personalmente. Ha diretto l'orchestra sapientemente, venendo incontro alle esigenze dei cantanti, in particolare del soprano, in più occasioni.


Due su tre, ma ne mancava uno, il più importante per me. Intanto uscivano dal Palau i familiari del Sr. Carreras, prima il figlio Albert con Ingrid, poi Júlia, accompagnata dal marito, ancora più bella visto che sta per diventare mamma per la seconda volta… si vedeva dal sorriso e da come ha risposto al mio augurio di Bon Nadal! Dietro ancora il fratello del tenore, Albert Carreras, che ha risposto ai miei auguri con altrettanto entusiasmo. Ero davvero contenta, ma mancava lui… il Josep, che da lì a poco sarebbe arrivato. Non appena l’ho visto mi sono portata avanti, ripromettendomi che gli avrei detto quello che di tutto cuore sentivo, e che da tempo, da tanto tempo, sentivo di dovergli dire.

La Luvi timida della sera prima ha acquistato tutto il suo coraggio e con il sorriso sulle labbra si è avvicinata al suo tenore: da quel “Maestro, perdone…” di Monza, nel 2008, a un “Josep!!” di Barcellona, 2009. Gli sarò eternamente grata, per avermi fatto percepire tutta la magia dell’atmosfera natalizia, cosa che al giorno d’oggi non è più così scontata e ricorrente. Sono felice di averglielo detto, finalmente, di averlo ringraziato con le mie parole in uno spagnolo fluente; sono felice del sorriso con cui mi ha ringraziato più volte, dell’autografo che mi ha fatto, della sua stretta di mano, calda e avvolgente. Sono felice di avergli consegnato il mio DVD, cui mi sono dedicata per mesi. Sono grata a Maria Teresa per le parole che gli ha rivolto, e del commento affettuoso da lui fatto, che ha donato uno smalto nuovo di zecca alla mia voglia, già consistente, di andare avanti con la mia attività, e del bacio da me richiesto (che faccia tosta eh?! Che n’è stato di quella timida ragazza della sera prima!?), che non ha esitato a darmi.


In definitiva quella sera potevo considerarmi la ragazza più felice… se non del mondo, almeno di tutta Barcelona, che già non è poco. Avevo ottenuto tutto quello che volevo ed ero circondata dall’affetto e dai sorrisi del mio ragazzo e di tutti gli amici che mi hanno accolta come una di famiglia.

Un concerto assolutamente meraviglioso, che mi ha regalato sensazioni indescrivibili. Josep Carreras nel complesso ha dato il meglio, considerando che era molto raffreddato, e Kiri Te Kanawa, con la sua presenza elegante e raffinata, è riuscita a emozionarci comunque con il suo incanto, nonostante a tratti la sua voce sia stata soffocata da quella del suo collega, dall'orchestra e dal coro. Due voci, quindi, che in parte portano il peso del trascorrere del tempo, visto che entrambe hanno perso in potenza ed estensione, ma due voci che mantengono intatto il valore più autentico e importante, la carica emotiva, che dona al pubblico ciò che solo la combinazione tra l’Arte e il Cuore è in grado di donare.

MOLTISSIMES GRÀCIES A TOTS VOSALTRES
AMB TOT EL MEU COR US DESITJO
BON NADAL!


MUCHÍSIMAS GRACIAS A TODOS VOSOTROS

DE CORAZÓN OS DESEO

FELIZ NAVIDAD!

GRAZIE MILLE A TUTTI

VI AUGURO DI CUORE

BUON NATALE!

THANKS A LOT

I WISH EVERYONE

A VERY MERRY CHRISTMAS!

18/12/2009

José Carreras Gala, 15th edition: 6.5 million euros

È stato per me un grande onore assistere in diretta tv alla quindicesima edizione del José Carreras Gala presso Leipzig, in Germania: oltre ad essere un appuntamento fisso prima delle feste natalizie, si tratta della trasmissione televisiva di maggiore successo tra quelle del suo ambito proposte dalla televisione tedesca.


Un grande spettacolo, pieno di ospiti accuratamente scelti, anche da noi attraverso la proposta che abbiamo avuto modo di accogliere nei mesi scorsi, e miriadi di telefonate, come fiocchi di neve che hanno portato a un risultato di circa 6.5 milioni di euro.

Il nostro Josep era in splendida forma e splendeva nei suoi occhi l'orgoglio e la felicità per aver raggiunto un traguardo così importante, addirittura superiore all'anno scorso di quasi un milione di euro.
Photogallery by GettyImages


Maggiori dettagli li potete trovare qui, presso il sito ufficiale del canale televisivo MDR. Se cliccate, troverete inoltre il video dei primi 45 minuti circa della trasmissione, che oltre ad aver mostrato gli occhi di persone, tra adulti e bambini, che soffrono, di persone che hanno sofferto e che ora stanno bene, ha regalato grandi momenti di spettacolo, primo fra tutti l'esecuzione di Wind of Change con Josep Carreras e Klaus Meine degli Scorpions, autore e ormai veterano tra i collaboratori con la Fundació Josep Carreras.




Tra gli ospiti anche Carmen Nebel, invitata dallo stesso Josep Carreras cuando partecipò al suo programma, alla fine di settembre, con il proposito di cantarle un pezzo della Carmen. Promessa mantenuta, infatti, al minuto 23 circa potrete sentire Carreras accennare La Fleur que tu m'avais jetée: mi sono bastati pochi secondi per realizzare che, nonostante non cantasse questo pezzo da anni ormai, è e rimarrà sempre Josep Carreras. Era sempre lui, la voce era la sua, anche nell'opera.

Come rappresentante italiano, il tenore Andrea Bocelli con una splendida versione di Adeste Fideles, e subito dopo la sua voce si è unita a quella di Carreras per regalare al pubblico una suggestiva White Christmas, che vi invito ad ascoltare.




Con un ampia collezione di momenti emozionanti, il Gala si è chiuso con l'atto del sindaco di Leipzig, che ha insignito Carreras con la Medaglia d'Onore, e in seguito con le note di Stille Nacht, indispensabile tra le musiche volte a celebrare il Natale.
Ribadisco la mia felicità per un risultato così importante e soddisfacente, che sicuramente contribuirà a salvare moltissime vite, e a rendere la Leucemia, giorno dopo giorno, una malattia dalla quale tutti possono guarire.
In contemporanea al José Carreras Gala, il canale televisivo italiano Canale5 trasmetteva il gala celebrativo dei 40 anni di carriera di Katia Ricciarelli, cui come già detto, Josep non aveva potuto partecipare fisicamente, ma è riuscito comunque ad essere presente con un messaggio estremamente affettuoso, in cui rivolge parole di stima a colei che è stata compagna sul palcoscenico e in altre circostanze.
Ha inviato un "abbraccio molto, molto affettuoso" a una donna di cui ha sempre ammirato la determinazione, il rispetto per la musica e l'innegabile carisma, che con lui ha cantato in moltissime occasioni, molte opere tra cui Tosca, La Bohème, il Simon Boccanegra, la Luisa Miller, sulla quale apre una parentesi sottolineando che, a suo avviso, nessuno l'aveva mai cantata come lei.
La Ricciarelli, visibilmente commossa, e Carreras, estremamente sincero, neanche sta volta ha fatto mistero della sua sensibilità, rendendo evidente il fatto che quelle parole fossero rivolte a una persona che ha avuto un ruolo speciale nella sua vita di artista e uomo.
Mi scuso per la sintesi abbastanza succinta, ma sto per volare a Barcellona. Avrete mie notizie appena prima di Natale, al mio ritorno, con i post sul concerto di Natale, ed eventualmente sul concerto di Zagabria di domani sera.

09/12/2009

"Corazones contra la Leucemia", la nueva iniciativa de la Fundación Carreras

Non posso fare a meno di segnalarvi la stupenda iniziativa della Fondazione che porta il nome del nostro tenore, Josep Carreras, in occasione delle festività natalizie.

Si chiama "Corazones contra la leucemia", e già è stato attivato un blog che prende questo nome e illustra come procedere al fin di aderire a questa iniziativa.

Si tratta di comporre dei cuori in carta, come qui illustrato, e di inviare alla Fondazione la foto dei cuori accompagnandola con un messaggio di speranza rivolto a tutti i pazienti affetti da Leucemia.



Anche Josep Carreras ha aderito a tutto ciò, con una splendida foto insieme a due dei suoi nipotini, María e Miquel, oltre ai genitori della piccola María, Ingrid e Albert Carreras.

Guardate qui!


In questo blog creato appositamente si raccoglieranno le vostre foto con i vostri messaggi.

È importante che siano in tanti inviare i loro cuori per regalare quanta più speranza possibile a chi sta soffrendo. Daniele ed io lo faremo quanto prima, fatelo anche voi! Regalate un sorriso e gli auguri di Natale a chi sta lottando contro questa malattia.
Tutti uniti e solidali nella lotta contro la Leucemia!!

05/12/2009

Feliç Aniversari Josep!


Dissabte, 5 de Desembre de 2009

È la terza volta che mi sorprendo a celebrare questa data come portatrice di qualcosa di unico nel mondo. Unico per molti di voi, e per me.E non è facile trovare le parole, soprattutto evitando di essere ripetitivi perchè, correndo verso il traguardo dei 200 post, si rischia di aver già detto praticamente tutto.
È importante, il 5 Dicembre, perchè è il giorno in cui il nostro Josep festeggia il compleanno. E noi, nel nostro piccolo, vogliamo fare parte di questa celebrazione, perchè è anche grazie a quel 5 Dicembre di 63 anni fa, che ci ritroviamo qui a pensarci, a leggere, ed io a scrivere.
È anche grazie a quella data che i nostri cuori si sono lasciati sedurre dal fascino di emozioni incredibili, di lacrime e sorrisi. E non c'è regalo di compleanno che possa ripagare tutto questo, perchè non è quantificabile, è speciale.
Josep Carreras è un essere umano che, dopo una terribile esperienza da cui è uscito vincitore ha desiderato con tutto sè stesso migliorare la qualità di vita delle persone che soffrono come lui soffriva, ma la verità è che rende migliore ogni vita che si lascia avvolgere dal calore di quel reggio dorato che sono la sua arte e la sua umanità.
E finchè nei nostri occhi si potrà scorgere il riflesso di quella luce che risplende come solo la voce dell'anima può fare, l'anima del nostro tenore, a lui siamo debitori di quel fremito che è pura emozione, che rende migliore la nostra vita.

Feliç aniversari, estimat Josep, i moltes... moltissimes gràcies per tot.

02/12/2009

La Fundación Carreras absorbe la Fundación Farreras Valentì

Ieri nel sito web della Fundció Josep Carreras contra la Leucemia è stato pubblicato un comunicato relativo all'atto di fusione tra questa e la Fundació de l'escola de Hematologia Farreras Valentí.

Il documento pubblicato dal Diari Oficial de la Generalitat de Catalunya chiarisce che l'accordo di fusione è stabilito da una parte assorbente, la Fundació Josep Carreras, e una parte assorbita, la Fundació Farreras Valentì.

Entrambe sorte nel 1988, l'una per merito del nostro tenore catalano, l'altra per merito del riconosciuto ematologo, Dr. Farreras Valentì, hanno spesso collaborato strettamente per convergenza di obiettivi, e a ciò consegue l'accordo di fusione, approvato all'unanimità da entrambe le parti in due sessioni nel mese di maggio di quest'anno.

La Fundació Carreras include nella sua attività il "Programa Farreras Valentì", con l'obiettivo di promuovere e sostenere la docenza in campo ematologico.

La Fundació Farreras Valentì, creata al fine di stabilire un contatto tra la società civile e l'attività universitaria in campo ematologico, è responsabile di brillanti contributi, motivo di vanto della città di Barcelona che si afferma come punto focale, facendo della ricerca in campo ematologico, in Catalogna come in tutta la Spagna, una tradizione di primo livello.

01/12/2009