28/07/2010

"Belcanto al Cinema" en La Granja para Haiti

Stasera, in occasione del Festival di La Granja di San Ildefonso, nei pressi di Segovia, si terrà un concerto straordinario, battezzato lo scorso settembre a Vila Seca, che raggruppa un insieme di brani appartenenti a diversi mondi quali cinema, opera, musical e così via: "Belcanto al Cinema" vede uno schieramento d'eccezione, costituito ovviamente dal nostro Josep Carreras, affiancato dal soprano Pilar Jurado, dal tenore Sergi Giménez Carreras e dal direttore David Giménez Carreras.


È già successo che a Carreras i giornalisti rivolgessero domande che toccano il suo privato, come i membri della sua famiglia, in particolare se vi è qualcun'altro oltre a lui, la cui vita è strettamente vincolata all'arte: a questa domanda il tenore di solito risponde ironicamente "sono tutti normali!", suscitando in noi una risata spontanea.

Che siano persone normali è assolutamente fuori discussione: d'altronde Carreras stesso, pur essendo un icona nel mondo del canto lirico, non ha mai smesso di comportarsi come un uomo comune. Un uomo comune e fuori dal comune! Andrea Bocelli, qualche giorno fa ha speso parole non casuali nei suoi confronti definendolo "un uomo che è diventato grande senza mai perdere la sua umiltà", e chi conosce Josep Carreras non può smentire.

26/07/2010

VIDEO: La Misa Criolla di Carreras trasmessa da Palco e Retropalco su Raitre

Il primo dei tre concerti milanes sulle guglie del Duomo, la prima serata che ha avuto come protagonisti Josep Carreras e la Misa Criolla di Ariel Ramírez è stata tramessa ieri pomeriggio alle 14.30 su RAITRE dalla trasmissione Palco e Retropalco.

La trasmissione prevede solamente l'esecuzione della Misa Criolla, escluso l'encore della Gloria.






From the reopening of the Open Air Theatre in Scarborough al Teatro del Silenzio di Lajatico

Un luglio frenetico per il nostro Josep, che nel giro di pochi giorni si è spostato da Milano, dove ha tenuto i tre splendidi concerti sulle guglie del Duomo, per poi recarsi nel Regno Unito dove il 23 si è esibito con Dame Kiri Te Kanawa e il maestro David Giménez, per la riapertura del teatro di Scarborough, per poi tornare in Italia, a Lajatico (PISA) patria del tenore italiano Andrea Bocelli, che ha voluto chiudere l’esperienza del Teatro del Silenzio con due grandi come Zucchero e appunto, Josep Carreras. E oggi dritto dritto a La Granja, vicino a Segovia, in Spagna, per preparare il concerto di mercoledì 28 "Belcanto al Cinema" al fianco di Pilar Jurado e Sergi Giménez.


Il tenore catalano si è rivelato entusiasta per questo teatro all’aperto, e Bocelli ancora di più per poter contare sulla sua presenza (vi ricordo che lo stesso Bocelli aveva partecipato all’ultima edizione del José Carreras Gala), vantando di aver avuto ospite, in precedenza, anche Plácido Domingo, e di essere riuscito a radunare i più grandi. E a proposito di radunare, entrambi negano di voler continuare l’esperienza dei Tre Tenori con un Bocelli al posto di Pavarotti.

22/07/2010

La Fundación Carreras ha conseguido los 5.000 corazones contra la leucemia!

Ieri sera è stato raggiunto l'obiettivo dell'iniziativa che la Fundació Josep Carreras ha attivato lo scorso mese di dicembre: sono stati finalmente raccolti 5.000 cuori contro la leucemia, uno per ogni paziente diagnosticato ogni anno, ovvero circa 5.000 in Spagna.

(Rosó e Xavier)

Non so se voi credete alle coincidenze, ma in ogni caso è meraviglioso pensare che il compimento di questa iniziativa sia stato raggiunto proprio il 21 di Luglio, e proprio 22 anni fa, sempre il 21 luglio del 1988, tutto il mondo si sitringeva simbolicamente attorno all'Arco di Trionfo a Barcellona, nel momento in cui Josep Carreras, reduce della sua esperienza con la leucemia, aveva compiuto il miracolo, facendo il suo ritorno su un palco scenico.

19/07/2010

Carreras tornerà a esibirsi alla Scala dopo 14 anni

Sono mesi che questa notizia è stata annunciata, e sulla quale diversi interrogativi si sono susseguiti fino ad ora: Josep Carreras, dopo 14 anni dall'ultima esibizione sul palco scaligero, tonerà alla Scala, affiancato dal soprano Sabina Puértolas e dal Maestro David Giménez Carreras che dirigerà la Filarmonica della Scala, per un concero di beneficenza, concepito in occasione del Congresso dell' ESMO, European Society for Medical Onchology, Società europea per la medicina oncologica. L'evento è fissato per il 10 Ottobre le ore 20, e il programma sarà costituito da brani spagnoli e zarzuela.


Si tratta di un concerto privato, riservato a chi parteciperà al Congresso. Leggete con attenzione qui, però, quanto riportato a pagina 7 del documento che potete scaricare qui: esmo.org: "Tickets will be available for purchase online prior to the Congress, then, if still available, on-site. Further details will be made available on the Esmo Web-site: http://www.esmomilan2010.org/ ".

18/07/2010

Banner de... l'estiu! Summer Banner!

Ecco qui! Da ormai più di 24 ore il precendente banner dei cuori, coloratissimo e primaverile, ispirato al tema dei "corazones contra la leucemia", è stato sostituito con un banner estivo, dedicato a un'altra tematica che ha visto protagonista Josep Carreras, ovvero la promozione del turismo in Catalunya: Sóc fan de Catalunya.

Se ben ricordate il suo video era stato girato sul tetto della Casa Milà a Barcelona, che occupa il centro dello sfondo; ai margini troverete la facciata del Gran Teatre del Liceu, a sinistra, e lo straordinario soffitto della sala del Palau de la Musica Catalana, a destra; due luoghi, appunto, su cui Josep Carreras si è soffermato nell'elencare i geni catalani e l'arte in Catalunya: "al Liceu e al Palau la musica diventa magia", così aveva detto il nostro tenore; e se a questi due luoghi artistici meravigliosi si sovrappongono le immagini del grande tenore e grande uomo cui è dedicato questo blog, forse si varcano anche i confini della magia più travolgente.

Spero che vi piaccia, mi scuso per il ritardo con cui l'ho pubblicato: vi confesso che era pronto da qualche tempo, ma ci tenevo che qualcuno lo vedesse in anteprima.

Che dire di più? Sóc fan de Catalunya.

17/07/2010

Video di parte dell'ultimo concerto di Josep Carreras sulle terrazze del Duomo

Avevo un certo sentore che il discorso "Duomo" non si potesse chiudere con il post precedente, e infatti è così.
È stata pubblicata su youtube l'intera trasmissione di Telenova, con alcune immagini in diretta del concerto di mercoledì 14, l'ultimo.

Sinteticamente, oltre a una breve intervista, giá vista, di Josep (0:53:24) , questo video contiene l'inizio della prima parte del concerto (1:00:14) con i primi due brani cantati dal tenore, più il duo dell'Ave Maria di Schubert (1:20:07), cui segue l'ingresso del coro con l'inizio della seconda parte, con la Misa Criolla (1:37:06), di cui è possibile vedere il Kyrie e il Gloria per intero, tratti del Credo, seppur in sottofondo, metà del Sanctus e l'intero Agnus Dei, più il bis del Gloria, e il discorso di Cardinal Tettamanzi.

15/07/2010

Una voce unica in una cornice unica: Carreras sulle terrazze del Duomo

Tre date per un unico evento, sembrano tante, ma agli sgoccioli dell'ultima ti rendi conto che se ne sono andate in un soffio: ieri sera l'ultimo concerto di Josep Carreras sulle guglie del Duomo di Milano, e anche il cielo, con le sue nuvole lievemente minacciose, esprimeva appieno la sua tristezza di dover momentaneamente salutare il grande tenore catalano che, però, tornerà nel capoluogo lombardo per esibirsi sul palco della Scala, il 10 Ottobre.


La data di ieri era riservata ai donatori comuni, quindi tra il pubblico il numero di persone che erano lì per l'artista era sicuramente più elevato: tra gli ospiti illustri l'Arcivescovo di Milano, Cardinal Dionigi Tettamanzi, e il Presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni: il primo, particolarmente soddisfatto di non aver ascoltato una musica qualsiasi, bensì una messa.
Ma nessuno è rimasto deluso: una conclusione degna di tale evento, nonostante il clima insopportabilmente afoso e le zanzare.

Non mi soffermo più sul programma, perchè nel post precedente ho già avuto modo di farlo: intendo invece dedicare qualche parola all'uomo, protagonista centrale di quest'evento: una persona straordinaria, che non si smentisce mai con la propria delicatezza d'animo, la propria disponibilità, il garbo, l'educazione, tutti elementi che troppo spesso mancano nelle persone, e di questo ne ho dimostrazione quotidiana. Un esempio per tutti, anche per noi che eravamo lì per lui, anche solo per salutarlo.

Una persona come Josep Carreras dovrebbe essere in grado di tirare fuori il meglio dai suoi fan e dalle persone, sempre che ci sia in queste una buona base di rispetto, umiltà e di "saper vivere", di partenza.

Vi lascio qualche momento di ieri sera, come chiusura di un evento straordinario, cui ho avuto la fortuna di partecipare.




Chiudo con i ringraziamenti:
- in primis al coro, o AI CORI "Quod Libet" + Efsa Choir, per la loro straordinaria disponibilità, la cordialità, l'accoglienza, la simpatia, oltre che per il meraviglioso contributo delle loro voci in una splendida versione della Misa Criolla. Un enorme GRAZIE a te, Nicola!!!
- al Maestro che ha diretto il coro Fernando Terán, persona fantastica, con cui è molto piacevole fare conversazione.
- ai miei tre fantastici accompagnatori: Daniele, Elena e Stefano, che mi hanno sostenuto in queste avventure e che mi hanno aiutata a trovare la dose giusta di prudenza e follia.
- a un angelo con il cuore in mano che, a distanza, mi ha teso una mano.
- a un altro angelo, che la mano, invece, me l'ha stretta forte: moltes gràcies Josep, per tot!

10/07/2010

Primo concerto sulle guglie del Duomo

Una grande prima, ieri sera, presso le terrazze del Duomo di Milano. A molti sembrerà ovvio che mi soffermi sulla location mozzafiato, e forse anche banale, ma credetemi: non si può capire finchè non ci si trova lì.

Lunghi preparativi, qualche breve prova prima dello spettacolo, che come già ho specificato, si compone di due parti distinte: la prima consiste di un recital, in cui Carreras è accompagnato dal Maestro Bavaj al pianoforte, e da un mezzosoprano triestino, Altea Pivetta; e una seconda parte in cui il tenore esegue la Misa Criolla di Ariel Ramírez, recentemente scomparso, accompagnato da un gruppo di musicisti folklorici peruviani, il Grupo Alturas, e da una corale ricca di elementi, in quanto si compone di due cori distinti: il Quod Libet di Parma, un coro che vanta una grande tradizione, e i coro dell'EFSA (European Food Safety Authority), oppure detto "The Orange Choir".

Ma andiamo con ordine.

Il concerto è iniziato puntuale alle 21.30, con le terrazze ormai gremite, ed un sole che era ormai tramontato. A tratti si poteva scorgere una lieve brezza, talora insufficiente, per il calore assorbito dal marmo.
Josep Carreras, senza frac, ma con una più idonea cravatta, è stato accolto da un caloroso applauso dal pubblico - presenti anche il figlio Albert con la moglie Ingrid - un applauso che racchiudeva in sè la gratitudine per aver dato il suo contributo in questa lodevole iniziativa: è strano che la salute del Duomo di Milano, una delle cattedrali più belle e conosciute in tutto il mondo, talvolta sia più cara ai non-milanesi, ai non-lombardi, ai non-italiani. Milàn cul cör in man (Milano con il cuore in mano)... ma vista l'indifferenza del comune di Milano, fatta eccezione per la Veneranda Fabbrica del Duomo e per gli eventi da essa programmati.



La serata prende avvio con i primi due brani, eseguiti dal tenore, Dolente Immagine di Vincenzo Bellini, e Lu Cardillo di Saverio Mercadante, seguiti da quelli cantati dal mezzosoprano Cantico del Sole di Ghedini e uno tratto dal Requiem di Fauré, Pie Jesu.
Insolitamente, Josep Carreras non si è mai allontanato dalla scena: i cantanti si sono alternati, sendendosi su una sedia disposta in fondo al palco.
Josep Carreras ha proseguito con due brani non italiani, come il classico catalano El Cant dels Ocells, estremamente toccante, anche perché era molto tempo che non avevamo il piacere di ascoltarlo, sempre pregno di emotiva partecipazione e coinvolgimento da parte del tenore, e il celebre Plaisir d'amour di Giovanni Martini.

Dopo il Pietá Signore di Stradella eseguito da Altea Pivetta, abbiamo assistito al commovente duo tenore-mezzosoprano, nell'esecuzione dell'immancabile, data l'occasione, Ave Maria di Schubert: perfetta in questa cornice. La prima parte si è conclusa con la catalana Pregaria di Alvarez, seguita dall'ingresso dei cori Quod Libet + The Orange Choir: da dietro il palco sono entrati ben ordinati, e tutti vestiti in nero, colore che ben si stagliava sulla marmorea cattedrale milanese.

Da precisare che, durante il concerto, il coro non è stato diretto dal proprio direttore Leonardo Morini, che ha provveduto personalmente alla preparazione del gruppo durante mesi, bensí dal maestro argentino Fernando Terán, che in più occasioni ha collaborato con Carreras proprio per la Misa Criolla, dal Galles al Giappone.

Avevo già dedicato un post alla Misa Criolla, in occasione della scomparsa del suo autore, Ariel Ramírez, a febbraio di quest'anno. Ma per chi non la conoscesse, vi illustro qui di seguito brevemente in cosa consiste:  si tratta di una missa brevis in 5 parti che sono in ordine Kyrie, Gloria, Credo, Sanctus, Agnus Dei, affidate a voci soliste, coro misto, e ad un gruppo strumentl comprendenti vari strumenti popolari latino-americani: rappresenta un tentativo di fondere la musica sacra occidentale con la musica popolare andina, attraverso la forza spirituale della religione.

Le sonorità del Grupo Alturas, assieme alle squisite vocalità del coro e del tenore hanno ricreato un'atmosfera unica, arricchita inoltre dalla cornice delle guglie: un insieme che non può che lascarti senza parole.

Conclusa l'esecuzione hanno concesso il bis della seconda sezione della Misa Criolla, ovvero il Gloria: in più momenti il nostro tenore ha sfoderato una voce ricca e prodigiosa, e fraseggi in piano ancora degni del suo nome.

Un successo, quindi, il primo di tre: le prossime date sono previste per lunedì 12 e mercoledì 14. Coniugare Carreras e tutto ciò che comprende questo nome, alle terrazze del Duomo sotto a un cielo stellato, credetemi: non ha prezzo.

Il Tg5 gli ha dedicato un servizio nell'edizione di oggi delle ore 13:00.

VIDEO ( 32:18)

BRAVO JOSEP!!!

08/07/2010

Josep Carreras sulle guglie del Duomo: "Prima della Prima"

Josep Carreras ieri era già in Duomo, dove più o meno a quest'ora si è tenuta la presentazione del progetto, presso il Museo del Duomo (VIDEO), occasione in cui Carreras si è mostrato estremamente contento di partecipare a questo progetto, in quanto il Duomo non solo è simbolo di Milano, ma è una delle Cattedreali più conosciute - e belle ggiungo io - di tutto il mondo. Racconta che ogni volta che torna a Milano, passa sempre per il Duomo, anche per pochi minuti, per rivolgere verso l'alto qualche pensiero meno materiale rispetto a quelli che normalmente ci travolgono.



Spesso, nel corso della sua carriera si è ritrovato a chiedere l'aiuto di Dio presso il Duomo, magari in occasione di una pima alla Scala. Questa volta, il tenore, si troverà in cima, tra le terrazze, dove ieri è stato a lungo fotografato, e dove si sono tenute le prime prove, in serata, assieme al Grupo Alturas e al coro Quod Libet, nonostante il frastuono per la trasmissione di Germania - Spagna, trasmessa attraverso un maxischermo in piazza. Sarà da lassú, stavolta, che Josep Carreras potrà ringraziare il Signore, per essere guarito, per essere nato una seconda volta, in seguito alla battaglia vittoriosa contro la leucemia.


Carreras ha occasione di ricordare il ventesimo anniversario del primo concerto dei Tre Tenori, ed è a tal proposito che ha vluto inviare un abbraccio a Plácido Domingo, e un saluto affettuoso a Luciano Pavarotti.
Ha modo anche di esprimersi in merito ai problemi legati all'attività del Teatro Alla Scala, presso cui ritornerà il 10 ottobre per un concerto benefico: purtroppo i tagli per la cultura non riguardano solo l'Italia, ma la cultura va salvaguardata, e ocorre fare di tutto affinchè il simbolo dell'opera lirica non sia costretta a chiudere, "almeno dopo il mio concerto", scherza il tenore, anche se immediataente precisa che si tratta di un problema spinosissimo.

Stasera alle 20:30 su TeleLombardia, il programma Icebrg dedicherà una puntata al progetto della Veneranda Fabbrica del Duomo... chissà che non si possa scorgere qualcosa di interessante!

Domani sera, primo concerto sulle guglie del Duomo: una prima parte: recital del Maestro, accompanato dal pianista Lorenzo Bavaj e dal mezzosoprano Altea Pivetta; seconda parte Misa Criolla di Arel Ramírez, accompagnato dal Grupo Alturas e dal coro Quod Libet.

Si preannuncia il migliore dei successi!!!

07/07/2010

The Three Tenors: The impossible dream

Se notate, non vi ho mai parlato esplicitamente di quanto segue, se non forse qualche cenno per via delle interviste rivolte al nostro tenore: forse è troppo forte il contrasto tra i giornalisti che non perdono occasione, intervistando Carreras, di rievocare l'esperienza dei Tre Tenori, e un blog dedicato ad uno di questi, che invece non vi si è mai soffermato intenzionalmente. Credo di averlo fatto di proposito, perchè molti associano, erroneamente l'estrema popolarità di questi eventi come origine della popolarità di chi vi ha partecipato e non è così: Carreras, Domingo e Pavarotti, erano già Carreras Domingo e Pavarotti da mediamente una ventina d'anni, e chi s'intende d'opera questo lo sa.

Certamente, non possiamo dimenticare le conseguenza che un evento di questa portata ha originato: a molti si sono spalancate le porte di un mondo che fino ad allora era sempre stato considerato elitario, un mondo che grazie a loro tre è entrato nelle case degli italiani, e di tutto il mondo, in veste di evento popolare, rivolto ad un pubblico più vasto, per tutti.

Certamente non sono mancate le critiche dei puristi, ma la verità è che, a questo mondo, niente e nessuno è esente dalle critiche.

La mia posizione? Credo, e spero, la più obiettiva possibile: come ho già detto, sono ben cosciente che Carreras, Domingo e Pavarotti sono saliti nell'Olimpo dei cantanti d'opera molto, ma molto prima del 1990, e lo dimostrano le loro performance sui palchi dei teatri più importanti del mondo, ma nemmeno mi permetto di ignorare la straordinarietà di un evento come questo e quanto di positivo abbia comportato.

Io avevo 2 anni nel 1990, ma ne avevo 6 nel 1994 e fu allora che rimasi affascinata nel vedere dalla televisione di casa, questi tre signori che cantavano insieme. Precoce, vero? Beh, non sono di certo l'unica che ha scoperto qualcosa di sensazionale in così tenera età, vero Josep?


"Il sogno impossibile" come è stato nominato questro progetto, è diventato un sogno ad occhi aperti esattamente 20 anni fa, il 9 luglio del 1990. Colui che originariamente lavorò di immaginazione, non so quanti ne siano a conoscenza, fu proprio Josep Carreras che, reduce dell'esperienza con la leucemia, avrebbe dovuto contribuire a un concerto particolare in Italia, in occasione dei Mondiali di Calcio: una specie di concerto che avrebbe visto un susseguirsi di cantanti lirici, proprio per la grande tradizione operistica per cui l'Italia si è sempre distinta. Questo era quanto aveva pensato Mario Dradi, durante una cena con Josep Carreras, il quale avrebbe ribattuto proponendo invece di far condividere uno stesso palco a tre tenori, cosa che in una rappresentazione operistica non si era mai vista.
Ben presto fu chiesto di partecipare ai colleghi Plácido Domingo e Luciano Pavarotti, e si dice che, colpiti dall'estrema originalità dell'idea, l'abbiano accettata subito di buon grado. Si dice. L'occasione cadeva a pennello anche per riaccogliere a braccia aperte in quel mondo Josep Carreras, che aveva lottato per la sua vita, e che aveva creato una Fondazione a Barcellona per la lotta contro la Leucemia, alla quale sarebbero andati i fondi.

Il Maestro Zubin Mehta ha raccontato di aver appreso dai giornali la sua partecipazione a questo progetto.
La prima riunione dei tre tenori avvenne il 5 dicembre del 1989, in occasione del compleanno di Josep Carreras.

La location prestabilita erano le Terme di Caracalla, in Roma, che assieme ai tre tenori e a Zubin Mehta avrebbe ospitato ben due orchestre, quali il Maggio Musicale Fiorentino e quella del Teatro dell'Opera di Roma: due orchestre che, per opera del Maestro Mehta, suonavano come una sola.


Ci sono parecchi filmati che mostrano l'allestimento di questo concerto, ed in particolare le prove, caratterizzate da un'atmosfera incredibilmente rilassata e divertente, che hanno collezionato momenti tra i più divertenti che ci si possa lontanamente immaginare, se si pensa che i protagonisti sono, erano tre cantanti d'opera.

È anche così che voglio ricordare questo concerto, in occasione del ventesimo anniversario, perchè sarebbe stato banare proporvi il concerto intero, o ancora più banale il Nessun Dorma.








Se ne possono raccontare di cose, ma alla fine le emozioni che hanno vissuto in quella prima sera, le possono raccontare solo loro: Pavarotti lo ha fatto finchè ha vissuto.
Dal video che segue possiamo cogliere la tensione nel volto del più giovane dei tre, quello cui, tra l'altro, era  stata affidata la responsabilità di cantare per primo.



Nel pubblico, tanti, tantissimi volti noti: un pensiero speciale va a Sandra Mondaini, cui tengo ad esprimere tutto il mio affetto.

Un ricordo immancabile a Luciano Pavarotti, il padrone di casa, in quell'occasione: sarebbe bello, se fosse ancora con noi per ricordarlo, ma senz'altro, da lassù, starà rivivendo la scena che ha visto l'inizio del bis "O' sole mio", momento indimenticabile che vi voglio riproporre.



Non mi resta che ringraziare di tutto cuore tutti e tre, anzi tutti e quattro... per avermi fatto vivere, anche se più tardi, emozioni come queste, per avermi fatto sorridere, e per avermi aperto le porte di questo mondo.
Se così non fosse stato ora non sarei qui a scrivere.

I migliori auguri a Plácido Domingo e, al nostro Josep Carreras, che se non avesse sognato qualcosa di "impossibile", a quest'ora la vita di molti non sarebbe la stessa.

02/07/2010

Josep Carreras y Bianca Sisa: cara a cara, dos combatientes de la leucemia

eNel corso della Settimana Europea contro la Leucemia, il blog della Fundación Josep Carreras ha divulgato un'intervista che avrebbe pubblicato domenica scorsa il Magazine de La Vanguardia: si intitola "Los combatientes de la Leucemia", ovvero coloro che hanno combattuto contro la leucemia. Un faccia a faccia tra Josep Carreras, che come tutti ormai sappiamo si è ritrovato a lottare per la propria vita all'età di 40 anni, e una ragazza di 31 anni, Bianca Sisa, che sta lottando, come lui fece, per andare avanti dopo aver sofferto per lo stesso motivo.



Dal clamore degli applausi, al silenzio dell'ospedale: una passaggio brusco nella vita di uno dei massimi esponenti del canto lirico di allora, dagnosticato di leucemia mentre si trovava a Parigi per il film La Bohème di Luigi Comencini: aveva 40 anni, Josep Carreras, quando da Barcellona fu trasferito al Fred Hutchinson di Seattle dove si sottopose ad un autotrapianto di midollo osseo. Ne aveva 41, quando è tornato alla vita, quando nella sua Barcellona ha creato la fondazione che porta il suo nome, per ripgare il suo debito, per aiutare le persone che come lui, hanno sofferto e stanno ancora soffrendo. Davanti a lui Bianca, disegnatrice grafica di 31 anni, a un anno di distanza dal trapianto di midollo da un donatore americano, sta lottando con tutta sè stessa per superare definitivamente la malattia.

Entrambi concordano sul fatto che un'esperienza del genere influisce molto sul carattere di una persona: modifica le priorità della vita, il modo di concepire la felicità, ti rende meno egoista. Su questi aspetti si sofferma in particolar modo Bianca, fresca di trapianto, mentre Carreras, parla dalla distanza e confessa che, con il trascorrere del tempo, manmano che stai sempre meglio, tutti i propositi di essere la persona più sensata del mondo, si perdono per strada e si ricade in alcuni degli errori che si commettevano prima. Senz'altro si diventa più accondiscendenti, più tolleranti e aperti al dialogo, desiderosi di comprendere il punto di vista degli altri.

L'esperienza della leucemia ti porta ad imparare ad ascoltare meticolosamente il tuo corpo, perchè ogni alterazione potrebbe avere conseguenze indesiderate, e in tal proposito Josep Carreras insiste dicendo che, pur rimarendo ignorante in medicina, avere assidui contatti con medici, e successivamente seguire da vicino l'attività della sua Fondazione, gli ha insegnato a dare un'interpretazione ad ogni segno del suo corpo.

Adesso è immediato, per una ragazza dell'età di Bianca, ricavare informazioni: basta effettuare ricerche su google, per soddisfare il proprio bisogno di conoscenza, mentre per Josep Carreras un ruolo determinante, come già accennato, l'ha avuto la Fondazione, attraverso cui ha imparato cose che forse da paziente non avrebbe potuto conoscere.

La forza della mente, risorsa indispensabile per chi è affetto da patologie oncologiche: Bianca sostiene questa idea del tenore catalano, commentando che la diagnosi equivale al metterti davanti a un burrone con la sensazione che stiano per spingerti, ma bisogna avere la forza di stringere i denti per andare avanti e tentare di essere più positivi possibile, cercando sempre di intrattenersi, di tenere la mente occupata: non ci si può rinchiudere in sè stessi, rimuginando sempre sulla stessa cosa.

La prima cosa che si pensa è "Perchè proprio a me?, questo è il primissimo momento - racconta Carreras - ma poi realizzi qual'è la situazione e pensi che devi fare di tutto per superarla; successivamente i medci iniziano a parlarti di possibilità di superare la malattia, anche se nel caso di Carreras non hanno azzardato percentuali.

L'allarme di Bianca è scattato per un ganglio: fu il suo ragazzo ad obbligarla ad andare all'ospedale; analogamente, nel luglio 1987, Carreras aveva ricorso a cure antibiotiche per uno strano mal di denti, quindi la prima conclusione fu quella di una reazione allergica all'antibiotico. Ma non era così.

Come già accennato, dopo aver affrontato la leucemia, si intende in altro modo la felicità, che secondo Josep nasce dalle piccole cose quotidiane, anche dalle emozioni di bassa intensità: anche una partita a carte con gli amici il sabato pomeriggio può essere vissuta come qualcosa di unico.

Bianca afferma dal canto suo che cerca di prendere le cose meno di petto, di arrabbiarsi di meno, e ancora non si capacita del fatto di come ci si possa arrabbiare tanto per questioni che alla fine sono irrilevanti.

Bianca ha accennato alla sensazione di tornare a vivere sentendosi accarezzare la pelle dalla brezza camminando per strada: Màrius Carol accenna al giorno di Natale del 1987 che Carreras poté trascorrere nell'appartamento a Seattle con i fratelli come analoga sensazione di libertà: il tenore commenta ricordando che trascorse solo 48 ore nell'appartamento di Seattle, collegato a una macchina, ma che con il suo rientro al centro passò attraverso il momento, forse più delicato di tutta la vicenda, dove temettero il peggio. Forse la prima, vera sensazione di "tornare alla vita" è stata la prima doccia, senza l'aiuto di nessuno, senza catetere o macchine: il semplice insaponarsi e sciacquarsi.

Se non fosse esistita la Fundación Carreras - dice Bianca - forse lei non si sarebbe trovata lì a parlare di leucemia: sono stati pionieri per quanto riguarda il registro ufficiale di donatori dello stato spagnolo, creato nel 1991: su 40.000 solo due persone sono isto-compatibili, per tanto è come cercare un ago in un pagliaio. Questa è solo una tra le cose staordinare compiute dalla Fundación Carreras, che inoltre finanzia la ricerca scientifica, attiva infrastrutture, offre appartamenti di accoglienza, e non da ultimo si adopera al fine di sensibilizzare l'opinione pubblica sulla loro causa.

In Spagna - commenta Carreras - ci sono circa 30 centri predisposti al trapianto di midollo tra persone non imparentate, e ripensando al trattamento cui si sottopose lui, lo definisce "preistoria", in confronto ai metodi odierni, molto meno aggressivi: un traguardo che migliora la qualità della vita dei pazienti.

Josep Carreras, icona del superamento della leucemia: il tenore risponde facendo attenzione a non venire frainteso, e afferma che il meglio che possa fare è dare speranza, non solo ai pazienti, ma anche alle loro famiglie; la Fondazione e la sua professione sono i mezzi attraverso i quali può arrivare a loro. Ne è perfettamente cosciente, ed è per questo che vuole lavorare molto in questo senso.
Bianca racconta in proposito che, nei momenti di sconforto, pensa a come sta bene Josep ora, e il suo morale si risolleva.

L'intervista si chiude con riferimento alla vicenda che ha interessato qualche mese fa il suo collega ed amico Plácido Domingo, operato per un polipo maligno: Josep ai tempi aveva apprezzato l'interessamento dei suoi colleghi che gli avevano scritto o erano andati a trovarlo per dargli coraggio, e così, approfittando della programmazione di vari concerti in Messico, ne ha approfittato per visitare l'amico, che lo invitò a cena con la famiglia presso la loro casa. Domingo era in pieno recupero, infatti da lì a pochi giorni, avrebbe debuttato alla Scala come baritono con il Simon Boccanegra, e Carreras assistì alla prima rappresentazione.

Nel 1988 poco dopo il suo ritorno da Seattle, Carreras volle assistere privatamente a una rappresentazione operistica del Liceu, che vedeva come protagonisti lo stesso Domingo con Renata Scotto: non si sa come, ma Domingo venne a conoscenza della presenza di Carreras nel teatro e lo comunciò al pubblico che, commosso, applaudì a lungo. Per Carreras, fu uno dei momenti più emozionanti della sua vita.