Més videos de la presentació de "De viva veu", les memòries de Josep Carreras

Trick or treat? Nessuno scherzo, semplicemente un modo carino per chiudere queste intensissimo mese di ottobre che il blog ha vissuto attraverso l'attività di Josep Carreras.
Tra tutte le interviste, radiofoniche e televisivo, mi sono accorta che non sono riuscita a incastrare da qualche parte questi due video che, seppur trattando argomenti già ampiamente commentati nei post precedenti, affrontano qualche aneddoto divertente che vale la pena proporre.

Il primo video lo trovate qui: btv.cat

Si apre con l'aneddoto divertente cui alludevo prima: Carreras ha raccontato che anche suo fratello Albert amava cantare arie d'opera, pur essendo consapevole di non disporre della voce tale da poter diventare un professionista. Cantava per hobby, quando aveva un po' di tempo, magari chiuso nel bagno. Il caso vuole che avesse un vicino di casa che provava gusto nel rispondergli cantando un'altra aria, o addirittura la stessa. La competizione è diventata tale che una domenica, di buon mattino, Albert telefona a Josep chiedendogli di andare a casa sua senza dargli ulteriori dettagli, lasciando il povero Josep sulle spine, o in pena nel caso in cui si trattasse di qualcosa di serio. Una volta arrivato, l'Albert ha cominciato a cantare, e subito la "voz respondona" del vicino ha replicato. "Canta tú ara..." bellissimo il modo in cui Josep racconta questo passaggio: questa la richiesta di Albert al fratello che allora aveva circa ventun anni, con la forma splendida che questo poteva comportare, ed evidente in quel suo incipit "O fede negar potessi agli occhi miei..." dalla Luisa Miller di Verdi. Non più di 40 secondi sono stati sufficienti a far tacere il vicino.


Dopo una parentesi sul motivo che ha portato la pubblicazione di queste memorie, l'incontro con Màrius Carol e la nascita della loro amicizia, qualche dettaglio sul ruolo di Josep Carreras come direttore musicale dei Giochi Olimpici di Barcelona, una sfida importante che ha richiesto un anno e mezzo per completare la preparazione delle cerimonie di apertura e chiusura. Un accento particolare sulla sua proposta di contattare Andrew Lloyd Weber per la melodia che avrebbe fatto ricordare quelle Olimpiadi per sempre, e che poi sarebbe diventata Amics per sempre.

Il secondo video lo trovate qui: tv3.cat

In quest'altro, presso il Foyer del Gran Teatre del Liceu, Carreras racconta la nascita della sua vocazione dopo aver visto un film El Gran Caruso al cinema con i suoi genitori, il suo debutto al Teatro Alla Scala con soli 28 anni con Un Ballo in Maschera, e il suo recital all'Arc de Trionf, qualcosa di completamente diverso e non paragonabile a nessun'altra circostanza: era il momento in cui Josep Carreras si ritrovava con la sua gente, con il suo paese, dopo una circostanza tremenda in cui la paura più grande era quella di non poter veder crescere i suoi figli. 
Kubala, l'idolo della sua infanzia da tifoso blaugrana, ma riconosce la superiorità di Messi per il suo gioco straordinario e la velocità con cui riesce a svilupparlo. Carreras è molto fiero di questo Barça, e tutto il mondo gli riconosce il valore di questa grandissima squadra.

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